Dopo quasi tre decenni, il rapporto tra Piero Ausilio e l’Inter sembra essere arrivato al capolinea: il direttore sportivo nerazzurro non rinnoverà il proprio contratto in scadenza il prossimo giugno.
Il nodo del rinnovo
Alla base della separazione ci sarebbe soprattutto una questione legata alla durata del nuovo accordo.
Secondo le ultime ricostruzioni, la proprietà gli avrebbe offerto un prolungamento annuale dell’attuale contratto in scadenza a giugno 2027. Ma il direttore sportivo non avrebbe gradito tale soluzione, aspettandosi un rinnovo a lungo termine che premiasse il lavoro svolto.
La società e Ausilio non avrebbero dunque trovato l’intesa per proseguire il loro rapporto ed il dirigente dovrebbe concludere la stagione in corso prima di salutare.
Una storia iniziata negli anni Novanta
L’addio assume un peso particolare considerando la durata del rapporto: Ausilio è entrato nel settore giovanile dell’Inter nel 1998, iniziando un percorso interno che lo ha portato progressivamente ai vertici dell’area sportiva.
Negli anni ha lavorato alla costruzione di diverse squadre nerazzurre, diventando direttore sportivo nel 2010. Dal 2018 ha inoltre condiviso una parte importante del percorso con Giuseppe Marotta, oggi presidente dell’Inter.
Il suo lavoro ha attraversato fasi molto differenti: dalla gestione delle difficoltà economiche e sportive dei primi anni Duemila fino alla rinascita culminata con lo Scudetto, le vittorie nazionali e le due finali di Champions League raggiunte in tempi recenti.
Il nome di Ausilio è inevitabilmente legato a numerose operazioni di mercato che hanno contribuito alla crescita dell’Inter. Negli ultimi anni il dirigente ha avuto un ruolo importante nella strategia che ha portato il club a puntare su giocatori di esperienza internazionale, giovani di prospettiva e occasioni a parametro zero.
Ancora nell’estate 2026 Ausilio era pienamente coinvolto nelle strategie di mercato dell’Inter. A giugno aveva spiegato che la società sarebbe intervenuta in difesa e, a luglio, aveva confermato pubblicamente l’interesse per alcuni obiettivi, tra cui Romero.
Il suo addio, quindi, non rappresenta la conclusione immediata del lavoro dell’attuale dirigenza, ma l’inizio di una possibile nuova fase nella struttura sportiva nerazzurra.