Daniel Fonseca, ex attaccante uruguaiano con un passato in Serie A con la maglia del Cagliari, Napoli Roma e Juventus, oggi procuratore sportivo, analizza in un’intervista al quotidiano “Tuttosport” i principali problemi che affliggono la nazionale italiana e più in generale il sistema calcio italiano. Di seguito i punti salienti della sua riflessione.
Napoli e Juve tra presente e passato: bellissimi ricordi con Ranieri e Lippi
Daniel Fonseca ha commentato la sfida tra Napoli e Juventus che metterà a confronto gli ex allenatori dei rispettivi club: “Sono due squadre che mi fanno subito riaffiorare bellissimi ricordi. Mi sono fatto conoscere in Europa proprio con le big in Italia. E poi ho avuto due allenatori fenomenali come Ranieri e Lippi, importantissimi per il mio modo di giocare. La Juve era una potenza quando arrivai, era la più forte d’Europa insieme al Manchester United.
Sulla Juventus di oggi, Fonseca elogia innanzitutto le potenzialità del neoallenatore Spalletti: “può farti vincere lo scudetto, a Napoli ha già fatto grandi cose. Quando vinci gli avversari ti guardano con occhi diversi, riesci ad incutere tanto timore. Ma Conte è un grandissimo, un allenatore che tutto il mondo invidia al Napoli».
Sul Napoli, ricorda Conte, suo ex compagno di squadra, definito come un esempio: “Era una macchina da guerra, un grandissimo “cagac…” quando c’era allenamento. Era semplicemente un esempio <…>. Ho capito perché è diventato un grandissimo allenatore: aveva un carisma da trascinatore già in campo».
Sull’evoluzione di Yildiz: metamorfosi “alla Totti”
Sull’opportunità di metamorfosi di Yildiz nel ruolo di punta, Daniel Fonseca sembra esser favorevole. In particolare, l’uruguaiano fa il celebre paragone con Francesco Totti che molti anni fa fu spostato da Spalletti nel ruolo avanzato centrale “Uno coi suoi colpi può giocare in qualsiasi ruolo davanti. Spalletti l’ha già fatto con Totti, non gli manca certo il coraggio per riprovarci con Yildiz, che è giovanissimo”.
La sentenza sull’Italia: allenatori più bravi dei calciatori
Daniel Fonseca entra in “scivolata” sulla filosofia di calcio italiana, definita poco incline alla cura dell’aspetto tecnico, e infatti ha dichiarato: “i due allenatori sono i veri protagonisti. Sono più bravi loro dei giocatori in campo, la Serie A non ha più la qualità dei miei tempi. Preferite il fisico alla tecnica e ora rischiate di non andare ai Mondiali per la terza volta di fila: ma quando cambierete?».
Una verità che fa male, evidenziata in tempi non sospetti anche da Fabio Caressa undici anni fa, quando gli azzurri uscirono dai mondiali del Brasile 2014. In quell’occasione il famoso telecronista anticipò la questione, denunciando la tendenza di molti istruttori giovanili a preferire “quelli grossi e grandi”, rinunciando alla coltivazione della tecnica nei vivai.