Luciano Spalletti sta pian piano plasmando la sua creatura, iniziando a sperimentare nuove soluzioni nel reparto offensivo, un pò per scelta, un pò per obbligo, considerato l’infortunio di Dusan Vlahovic che impone di escogitare dei correttivi tattici nell’immediato. Tra le pedine che hanno trovato meno spazio in questa stagione figura innanzitutto Zhegrova, esterno che viene anch’egli da un periodo complicato sotto il profilo delle condizioni fisiche.
Storia e numeri di Zhegrova
Edon Zhegrova, nato il 31 marzo 1999, è uno dei talenti più brillanti emersi dal calcio kosovaro negli ultimi anni. Cresciuto calcisticamente in Belgio, passando per settori giovanili prestigiosi come Standard Liège e Sint-Truidense, ha mosso i primi passi tra i professionisti al Genk, club con cui ha debuttato nel 2017 e che lo ha introdotto ai ritmi del grande calcio . La sua vera esplosione è però arrivata in Svizzera, al FC Basel, dove nel 2019 — prima in prestito, poi a titolo definitivo — ha affinato le sue qualità di ala creativa, imprevedibile e dotata di eccezionale capacità nel dribbling . Le sue prestazioni hanno attirato l’attenzione del Lille, che nel gennaio 2022 lo ha portato in Ligue 1: in Francia Zhegrova ha continuato a crescere, distinguendosi come uno dei giocatori più tecnici dell’intero campionato e mettendosi in mostra anche nelle competizioni europee .
Lo show del fuoriclasse in Coppa Italia
Nell’ultima sfida di Coppa Italia contro l’Udinese, Spalletti ha deciso di dedicargli una manciata di minuti nella fase finale del match. Quel poco tempo è bastato al kosovaro per fa intravedere delle giocate da vero fuoriclasse: dribbling nello stretto, controllo di palla ineccepibile e altri giochi di prodigio che non si vedono fare a chiunque. Vero è che il giocatore è stato testato in una fase della partita in cui gli avversari manifestavano segnali di disorientamento e stanchezza fisica, ma l’estro del calciatore non è passato affatto inosservato ai più attenti. I bianconeri hanno bisogno di un calciatore di fantasia: lo scacchiere bianconero, Yildiz a parte, non ha armi di questo tipo.
La deriva tattica e l’asso nella manica
Con l’infortunio di Dusan Vlahovic, punta di diamante della squadra bianconera, Spalletti è chiamato a ripensare l’assetto tattico nei suoi interpreti offensivi. Un primo rimedio potrebbe essere quello di rimpiazzare il serbo con Jonathan David, quest’ultimo è molto bravo a cucire e a venire incontro ma non attacca la profondità. Guardando oltre, però, si può provare a immaginare un altro asso nella manica del tecnico toscano. Facciamo riferimento alla possibilità (remota ad oggi) di accentrare gradualmente Yildiz spostandolo come punta, sfruttando così tutta la sua capacità realizzativa. Spalletti non è nuovo a queste trasformazioni: la più illustre nella sua storia fu la metamorfosi di Francesco Totti, divenuto in età più avanzata una punta. Contestualmente allo spostamento verso il centro del turco, ci sarebbe più spazio per Zhegrova che potrebbe benissimo fare le veci di Yildiz.