La gioia per una storica FA Cup conquistata in finale contro il Manchester City rischia di essere di breve durata per il Crystal Palace. Il club londinese, che grazie a questo trionfo ha guadagnato l’accesso alla prossima Europa League, si trova ora ad affrontare un ostacolo inatteso e spinoso: le regole UEFA sulla multiproprietà.
Il problema affonda le radici nella figura di John Textor, l’imprenditore americano che detiene una quota significativa del Crystal Palace (circa il 43% delle azioni tramite il suo gruppo Eagle Football) ed è anche l’azionista di maggioranza dell’Olympique Lione, club francese che si è anch’esso qualificato per la stessa competizione europea. Le normative UEFA, infatti, sono molto chiare nel voler evitare che due squadre con la stessa proprietà o con legami di “controllo o influenza” possano competere nella medesima manifestazione continentale, al fine di salvaguardare l’integrità sportiva.
La situazione è diventata critica nel momento in cui il Lione ha ottenuto la sua qualificazione, mettendo in diretta collisione gli interessi dei due club di Textor. Di fronte a questo scenario, una delegazione del Crystal Palace si recherà a Nyon, presso la sede della UEFA, per un incontro cruciale. L’obiettivo è uno solo: convincere le autorità calcistiche europee che non esiste alcun legame operativo o decisionale tra il Crystal Palace e il Lione che possa contravvenire alle regole vigenti.
Il club inglese sostiene che, nonostante la partecipazione di Textor in entrambi i sodalizi, non ci sono asset condivisi, personale comune o legami operativi che possano compromettere l’indipendenza delle due entità. Sarà compito della Commissione per il Controllo Finanziario dei Club (CFCB) della UEFA valutare la documentazione e le argomentazioni presentate dal Palace.
Il precedente dello scorso anno, quando Manchester City e Girona (entrambe parte del City Football Group) furono autorizzate a partecipare alla Champions League, e Manchester United e Nizza (gruppo INEOS) all’Europa League, potrebbe offrire una speranza al Crystal Palace. In quelle occasioni, furono trovate soluzioni, spesso attraverso la creazione di “blind trust” per la gestione delle quote, che garantivano l’indipendenza decisionale dei club.
Se il Crystal Palace non riuscisse a convincere la UEFA della piena indipendenza, la conseguenza potrebbe essere l’esclusione dalla competizione europea. Le normative prevedono che, in caso di violazione, a partecipare sia il club che ha ottenuto il miglior piazzamento nel proprio campionato nazionale. Se il Lione si fosse classificato più in alto, sarebbe spettato a loro il posto in Europa League, e il Crystal Palace potrebbe persino rischiare di perdere completamente il suo posto in Europa, dato che anche il Brøndby (altra squadra in cui un co-proprietario del Palace, David Blitzer, detiene quote) si è qualificato per la Conference League.
L’esito dell’incontro a Nyon sarà decisivo per il futuro europeo del Crystal Palace. La squadra di Selhurst Park, dopo aver sognato in grande con la storica FA Cup, attende ora con ansia il verdetto che potrebbe definire se quel sogno potrà concretizzarsi anche sul palcoscenico continentale.