Ruben Amorim si prepara al suo primo appuntamento ufficiale sulla panchina del Milan. Alla vigilia della sfida contro il Torino, il tecnico portoghese ha affrontato diversi temi nella conferenza stampa, indicando con chiarezza le priorità del nuovo progetto rossonero.
Mercato Milan: “Non è la cosa più importante”
Amorim non sembra intenzionato a trasformare gli ultimi giorni di mercato nel centro del progetto. Il tecnico riconosce la qualità degli innesti arrivati a Milanello, ma individua in un altro aspetto la vera necessità del momento.
“Non è la cosa più importante, abbiamo preso giocatori di qualità e un’età che permetterà loro di crescere ancora. Quello che ci manca è essere una squadra vera e propria: non è la qualità che conta ma il fatto di essere squadra, una famiglia. Non conta solo avere tanti talenti, vince quella che è la squadra migliore”.
Il messaggio è piuttosto chiaro: il Milan non deve essere semplicemente una somma di individualità. Amorim vuole costruire un gruppo capace di riconoscersi in un’identità comune, convinto che il rendimento collettivo possa fare la differenza anche più del valore dei singoli.
Il tecnico ha poi spiegato di non considerare indispensabile un ulteriore intervento sul mercato. La priorità, almeno in questa fase, è lavorare sui giocatori già a disposizione e trasformare una rosa di qualità in una squadra riconoscibile.
Primo approccio con la squadra: “Dobbiamo diventare una famiglia”
È proprio il concetto di gruppo a rappresentare il cuore della conferenza. Amorim vuole un Milan capace di trasmettere responsabilità e appartenenza, dentro e fuori dal campo.
Il tecnico ha raccontato anche il suo primo impatto con l’ambiente rossonero, sottolineando la grande organizzazione trovata a Milanello:
“C’è una grande organizzazione, tutti sanno quello che devono fare, c’è un’ottima struttura. Il mio compito è far sì che il Milan torni a rendere anche in campo, per il resto tutto è perfetto”.
E sul rapporto con la proprietà e con Gerry Cardinale ha aggiunto:
“È importante che tutti sentano la responsabilità di essere al Milan. Non importa il mio rapporto con lui ma che lui ci sia sempre: parla con tutti, anche con le persone in cucina e con quelli di MilanLab, non solo con l’allenatore. Il proprietario c’è sempre. La mia responsabilità è vincere partite e proverò a farlo giocando un bel calcio”.
Parole che raccontano un allenatore già immerso nella nuova realtà e consapevole del peso della maglia rossonera. Amorim non vuole però promettere un prodotto immediato: il progetto è appena iniziato e la costruzione dell’identità richiederà tempo. L’obiettivo dichiarato resta comunque ambizioso: lo scudetto.
Il Torino: “Per me esiste solo questa partita”
Il primo esame arriverà contro il Torino. Amorim non vuole guardare oltre e, soprattutto, non vuole lasciarsi distrarre dalle altre grandi del campionato.
“Conosco Abate e so che conosce a memoria il Milan e sa che noi dobbiamo vincere tutte le partite. Lui farà leva su questo fatto. Noi vogliamo vincerle tutte ed è importante farlo per l’inizio di questo progetto”.
Il riferimento a Ignazio Abate non è casuale: l’ex rossonero conosce bene l’ambiente e rappresenta un avversario che Amorim considera particolarmente insidioso proprio per la conoscenza della realtà milanista.
Il portoghese ha inoltre ribadito la necessità di partire con il piede giusto. Non c’è ancora, nelle sue parole, la pretesa di vedere domani il Milan definitivo, ma c’è la volontà di cominciare immediatamente a costruire i principi del nuovo corso: più possesso, tanti uomini in area avversaria e una fase difensiva organizzata.
“La cosa più importante è essere una squadra da Milan, non possiamo pensare a confronti con il passato. Dobbiamo pensare in quanto squadra, vogliamo avere più possesso palla e si vedrà da subito”.
Una filosofia che dovrà trovare la sua prima applicazione proprio contro il Torino, in una partita che per Amorim vale più dei semplici tre punti: è il primo passo concreto del nuovo Milan.
Caso Leao…in secondo piano
Il tema più delicato della conferenza è stato inevitabilmente Rafael Leao. Il portoghese non sarà a disposizione contro il Torino a causa del problema muscolare che lo ha tenuto fuori nelle ultime settimane. Sul futuro dell’attaccante continuano inoltre a circolare indiscrezioni di mercato.
Amorim, però, ha scelto di spostare il discorso dal singolo alla squadra. E lo ha fatto anche parlando in italiano:
“Rafa in questo momento non è importante. È importante la partita di domani. Non è pronto per giocare, è infortunato, ma è un nostro giocatore. Tutti gli altri sono pronti. Non ho news sui giocatori in uscita. L’importante è vincere domani. Leao non ci sarà domani, vedremo in futuro”.
Una frase destinata inevitabilmente a fare rumore, soprattutto per quel “non è importante”. Il significato, però, appare legato alla priorità del momento: Amorim non vuole che il futuro di Leao, né le voci di mercato, diventino più importanti della partita e del gruppo.