Una partita che sembrava poter sfuggire di mano alla squadra madrilena dopo un avvio brillante, ma che alla fine premia la maggiore qualità degli uomini di Mourinho e soprattutto l’ingresso decisivo del nuovo attaccante. Il tecnico portoghese sorprende nelle scelte iniziali, con Denzel Dumfries titolare e una disposizione che porta Arda Güler e Jude Bellingham ad allargarsi, mentre Vinicius Junior agisce più vicino a Kylian Mbappé. Il Real parte forte, gioca in verticale, pressa alto e cerca soprattutto la corsia destra, dove Dumfries accompagna con continuità le azioni offensive. Il vantaggio arriva al 9’: Arda Güler pennella un pallone preciso per Jude Bellingham, che anticipa tutti e con un colpo di testa firma l’1-0. È la fotografia di un Real aggressivo e brillante, capace di sfruttare rapidamente la qualità dei suoi uomini offensivi. Mbappé prova subito a trovare il raddoppio, mentre Dumfries crea altri problemi alla difesa catalana, costretta a chiedere più volte l’intervento di Dmitrovic. L’Espanyol, però, non si disunisce e progressivamente prende coraggio. Il Real Madrid perde brillantezza, concede maggiore spazio tra le linee e lascia agli avversari la possibilità di costruire gioco. Vinicius, inoltre, finisce per perdere lucidità dopo alcuni duelli e qualche episodio di troppo, mentre il centrocampo madrileno fatica a mantenere il controllo della partita. L’Espanyol ne approfitta e al 29’ trova il pareggio: Javi Hernández costruisce l’azione sulla destra e serve al centro, dove Calatrava trova lo spazio giusto per battere la difesa del Real e firmare l’1-1. La rete cambia l’inerzia dell’incontro. Il Real continua a creare qualche occasione, ma non riesce più a imporre con la stessa continuità il ritmo dell’inizio. Prima dell’intervallo Bellingham va vicino alla doppietta, ma Dmitrovic è attento, mentre Mbappé rimane una minaccia costante senza però riuscire a trovare il guizzo decisivo. Nella ripresa la partita rimane apertissima. L’Espanyol continua a difendersi con ordine e prova a colpire in contropiede, mentre il Real Madrid cerca di tornare padrone del gioco. Calatrava sfiora ancora la possibilità di incidere, mentre dall’altra parte Güler mette in difficoltà la retroguardia catalana con la sua qualità. Dmitrovic si oppone a una conclusione pericolosa e il Real vede sfumare altre opportunità. Mourinho comprende che serve qualcosa di diverso e comincia a modificare il proprio undici. Nel finale entrano forze fresche e tra queste c’è Carlos Espí, il nuovo attaccante che alla fine si rivelerà l’uomo della partita. Il Real non riesce più a trovare con continuità la brillantezza mostrata nei primi minuti, ma continua a spingere alla ricerca del colpo decisivo. L’Espanyol sembra ormai vicino a conquistare un punto prestigioso, ma all’89’ arriva l’episodio che cambia tutto: una palla rimane vagante nell’area catalana, Mbappé è coinvolto nell’azione e Carlos Espí è il più rapido a intervenire, trovando il tocco vincente che vale il 2-1. È il gol che regala a Mourinho il primo successo della sua nuova avventura madrilena. Nei minuti finali l’Espanyol prova a reagire, ma il Real riesce a difendere il vantaggio e porta a casa tre punti pesanti. La squadra di Mourinho mostra due volti: brillante e aggressiva all’inizio, più discontinua e vulnerabile con il passare dei minuti, ma capace comunque di trovare la giocata decisiva nel finale. Bellingham apre la partita, Calatrava la riporta in equilibrio e Carlos Espí la decide quando ormai il pareggio sembrava scritto. Un successo sofferto, dunque, ma prezioso per il nuovo Real Madrid, che inaugura la stagione con tre punti e regala a Mourinho un debutto vincente. Per l’Espanyol resta la consapevolezza di aver giocato alla pari per lunghi tratti e di essere stato punito soltanto nel finale, dopo aver resistito per quasi novanta minuti all’assedio madrileno.
Espanyol-Real Madrid 1-2: Mourinho parte con una vittoria sofferta
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