Javier Tebas torna all’attacco della FIFA e del suo presidente Gianni Infantino. In un’intervista rilasciata a “La Gazzetta dello Sport”, il presidente della Liga ha criticato duramente la gestione del calcio mondiale, sostenendo che l’attuale governance stia “danneggiando il calcio” e chiedendo apertamente un cambio ai vertici della federazione internazionale.
Le dichiarazioni arrivano a pochi giorni dalla conclusione del Mondiale 2026, torneo che ha alimentato numerose polemiche per alcune decisioni arbitrali e organizzative. Secondo Tebas, la FIFA prende decisioni unicamente in funzione dei propri interessi, senza confrontarsi con leghe e club.
“Le pause per l’idratazione? Una menzogna”
Uno dei passaggi più duri riguarda le cosiddette hydration break. Tebas sostiene che molte delle pause introdotte durante il Mondiale non fossero motivate dalle condizioni climatiche, bensì da esigenze commerciali.
“Le pause di idratazione sono una menzogna. A Dallas, Los Angeles e Atlanta gli stadi avevano l’aria condizionata. Era una pausa per la pubblicità”, ha dichiarato il numero uno della Liga.
Il caso Balogun
Tebas ha inoltre puntato il dito contro la gestione del caso Balogun, definendolo la dimostrazione di un sistema che “fa e decide ciò che vuole quando vuole”.
Secondo il presidente della Liga, la sospensione della squalifica del giocatore statunitense rappresenta un episodio di estrema gravità e dimostra come la FIFA eserciti il proprio potere senza sufficiente trasparenza. A suo giudizio, se gli Stati Uniti fossero andati più avanti nel torneo, la vicenda avrebbe potuto provocare conseguenze molto più pesanti per la credibilità dell’organizzazione.
Critiche al calendario e al progetto del Mondiale a 64 squadre
Nel mirino di Tebas c’è anche la gestione del calendario internazionale. Il presidente della Liga accusa la FIFA di aver ignorato per anni le proteste delle leghe nazionali sull’eccessivo numero di partite e critica anche l’ipotesi di un futuro Mondiale a 64 squadre.
Secondo il dirigente spagnolo, la sentenza sulla Superlega ha rafforzato il monopolio di FIFA e UEFA, che però dovrebbe essere esercitato nell’interesse dell’intero movimento calcistico e non attraverso decisioni unilaterali.
“Infantino dovrebbe lasciare”
La conclusione di Tebas è netta: per lui il ciclo di Gianni Infantino alla guida della FIFA è terminato.
“Credo che abbia già concluso il suo percorso. Non dovrebbe restare”, afferma il presidente della Liga, pur riconoscendo che l’attuale sistema elettorale della FIFA rende molto difficile l’emergere di un’alternativa credibile.
Le parole di Tebas riaccendono così lo scontro, ormai storico, tra la Liga e la FIFA su temi come il calendario internazionale, il crescente numero di competizioni e la governance del calcio mondiale.