Il caso Balogun continua ad allargarsi ben oltre il terreno di gioco. Dopo le polemiche suscitate dalla decisione della FIFA di sospendere la squalifica dell’attaccante degli Stati Uniti, la vicenda è approdata anche al Parlamento europeo, dove una trentina di eurodeputati ha chiesto l’apertura di un’indagine per fare chiarezza sull’operato del presidente della FIFA, Gianni Infantino, e sull’eventuale influenza di pressioni politiche nella gestione del caso.
Secondo quanto riportato dall’Ansa, l’iniziativa è stata promossa dagli eurodeputati Barry Andrews (Renew), Lara Wolters e Niels Fuglsang (S&D), che hanno sottoscritto una lettera indirizzata alle federazioni calcistiche europee. L’obiettivo è verificare se Infantino abbia avuto un ruolo diretto nella decisione di sospendere la squalifica di Folarin Balogun e se eventuali pressioni provenienti dall’amministrazione statunitense abbiano inciso sull’esito della vicenda.
La polemica è esplosa dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato pubblicamente di aver parlato con Infantino chiedendogli di “revisionare” il caso, sostenendo che il cartellino rosso rimediato da Balogun contro la Bosnia-Erzegovina non fosse giustificato. Poco dopo, la FIFA ha deciso di sospendere la squalifica automatica di una giornata, consentendo all’attaccante di essere regolarmente in campo negli ottavi di finale contro il Belgio.
La scelta della FIFA ha provocato reazioni molto dure nel mondo del calcio. L’UEFA ha parlato di una decisione che rischia di compromettere la credibilità della competizione, sottolineando come la squalifica automatica conseguente a un’espulsione non sia una misura discrezionale e rappresenti uno dei principi fondamentali per garantire uniformità nell’applicazione del regolamento.
Anche il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha criticato apertamente il provvedimento, definendolo “un precedente politico pericolosissimo” e sostenendo che una decisione di questo tipo rischi di minare il principio della meritocrazia sportiva.
Al momento non esistono prove pubbliche di interferenze politiche nella decisione della FIFA. Proprio per questo gli eurodeputati chiedono un’indagine indipendente che accerti se il procedimento disciplinare sia stato influenzato da fattori esterni o se gli organi di giustizia sportiva abbiano agito in piena autonomia.
Il caso Balogun, nato come una controversia arbitrale e disciplinare, si è così trasformato in un tema di rilievo istituzionale, alimentando un dibattito sull’indipendenza della governance del calcio mondiale e sui rapporti tra sport e politica.