La Roma ha deciso di non sacrificare i propri giocatori più importanti per rispettare i paletti del settlement agreement con la UEFA. La proprietà guidata dai Friedkin ha infatti scelto di non completare alcuna cessione di rilievo entro la scadenza del 30 giugno, preferendo preservare la competitività della squadra affidata a Gian Piero Gasperini anche a costo di affrontare una nuova sanzione economica.
Nessuna vendita dei big
Nelle ultime settimane i nomi di Matías Soulé e Manu Koné erano stati indicati come i principali candidati a una cessione utile per generare le plusvalenze richieste dall’accordo con la UEFA. Tuttavia, la dirigenza ha ritenuto che una vendita nelle ultime ore di mercato avrebbe rischiato di avvenire a condizioni economiche sfavorevoli, indebolendo sensibilmente la rosa.
I Friedkin accettano la sanzione
La Roma non riuscirà a raggiungere l’obiettivo di plusvalenze previsto dal settlement agreement, che richiedeva un incasso compreso tra i 50 e i 60 milioni di euro entro il 30 giugno. La scelta della proprietà è quindi quella di accettare una nuova sanzione UEFA, confidando che la qualificazione alla Champions League e l’aumento dei ricavi nella prossima stagione consentano di riequilibrare la situazione finanziaria senza ricorrere a cessioni eccellenti.
Quanto potrebbe costare la decisione
La multa non è ancora stata ufficializzata dalla UEFA, ma le stime parlano di una sanzione compresa tra i 10 e i 12 milioni di euro. Oltre all’ammenda economica, il club potrebbe subire una limitazione della lista UEFA per le competizioni europee, con la possibilità di registrare 22 giocatori invece dei tradizionali 25. La conferma delle eventuali sanzioni arriverà solo nei prossimi mesi, dopo la valutazione definitiva dell’organo di controllo finanziario UEFA.
Fiducia nel progetto Gasperini
Alla base della decisione c’è la volontà dei Friedkin di sostenere il progetto tecnico di Gian Piero Gasperini. La proprietà ritiene che mantenere intatta l’ossatura della squadra possa garantire maggiori possibilità di successo sportivo e, di conseguenza, ricavi più elevati grazie alla partecipazione alla Champions League e alla crescita del fatturato del club.
Al momento, quindi, la strategia della Roma è chiara: nessuna cessione forzata, piena fiducia nell’attuale rosa e disponibilità ad affrontare le conseguenze economiche previste dal settlement agreement pur di non compromettere il valore tecnico della squadra