Il Gruppo D del Mondiale mette a referto il primo clamoroso ribaltone dei pronostici. Sul manto erboso del BC Place di Vancouver, un’Australia straordinaria per abnegazione e disciplina tattica supera con un netto 2-0 la ben più quotata Turchia. Considerata alla vigilia come la favorita d’obbligo del confronto, la selezione turca palesa una sorprendente sterilità offensiva, finendo per incartarsi di fronte al cinismo degli oceanici, che si prendono con merito una vittoria fondamentale per il proprio cammino iridato.
Primo tempo: Irankunda gela la Turchia nel momento migliore
Nelle prime battute di gioco la Turchia prova immediatamente a far valere il proprio superiore tasso tecnico, tessendo una fitta rete di passaggi a centrocampo per stanare la retroguardia avversaria. I turchi collezionano un paio di potenziali occasioni nei primi venti minuti, mancando però della necessaria cattiveria nell’ultimo passaggio. L’Australia incassa la pressione con ordine, copre ogni linea di passaggio e, alla prima vera opportunità, colpisce duramente. Al minuto 27′, l’equilibrio si spezza: il giovanissimo talento Nestory Irankunda trova il guizzo perfetto che trafigge il portiere avversario, portando i Socceroos sul clamoroso 1-0 che gela la formazione turca e manda gli australiani al riposo in vantaggio.
Secondo tempo: assedio turco infruttuoso, Metcalfe chiude i conti
Nella ripresa la Turchia si riversa in avanti con la forza della disperazione, alzando il baricentro e inserendo forze fresche per scardinare il fortino oceanico. L’assedio dei turchi si rivela tuttavia confusionario e produce soltanto una serie di traversoni sistematicamente preda della difesa australiana. Con gli avversari totalmente sbilanciati in avanti e privi di equilibrio alla disperata ricerca del pareggio, l’Australia trova lo spazio per sferrare il colpo del definitivo K.O. al minuto 75′: una splendida azione premia C. Metcalfe, che con freddezza insacca la rete del definitivo 2-0.
Impresa Australia: Turchia da ridisegnare
Il triplice fischio sancisce un’impresa memorabile per l’Australia, che dimostra come l’organizzazione difensiva e l’efficacia sotto porta possano azzerare qualsiasi divario tecnico. Per la Turchia si tratta di un risveglio brusco e doloroso, che complica maledettamente i piani di qualificazione in un girone corto e costringerà la squadra a cambiare radicalmente marcia nel prossimo scontro.