Alla vigilia del big match di Premier League, Josep che si terrà domani 9 novembre 2025, Guardiola ricorda il suo percorso al Manchester City, una storia lunga dieci anni, tra le più longeve panchine. Un traguardo che non ha nulla da invidiare agli altri record scolpiti negli annali della competizione: solo Wenger (21 anni), Ferguson (20) e Moyes (11) sono rimasti più a lungo consecutivamente sulla stessa panchina da quando è stata fondata la Premier League.
“L’impatto che il Barcellona ha avuto sulla mia vita è enorme. Prima come raccattapalle, poi come giocatore e allenatore, ma se dovessi scegliere un avversario con cui condividere questo traguardo, sarebbe il Liverpool”, ha commentato Guardiola.
Quale la sua ricetta del successo? Guardiola non ha dubbi, gli ingredienti sono: dedizione, impegno e passione.
“In termini di duro lavoro, dedizione, passione e amore, nessuno può battermi“, ha dichiarato orgogliosamente l’allenatore basco.
“I fondamentali, quelle cose in cui credevo profondamente, non li ho mai traditi una volta nella mia carriera. Mai una volta“, ha sottolineato.
Un bagaglio di competenze poi ereditate dai suoi discepoli Arteta (Arsenal), Maresca (Chelsea), Domènec Torrent (Monterrey), Carlos e Vicens (Braga).
Guardiola ha guidato il City alla vittoria della sua prima Champions League e a un’impresa senza precedenti nella storia del calcio: la vittoria di 4 Premier League consecutive.
In carriera vanta un palmares da far invidia: 6 Premier League col City, 3 Champions League (2 con il Barcellona; una con il City), 4 Coppe del mondo per club (record assoluto) e via discorrendo.
La scorsa estate uno stop brusco che ha segnato l’interruzione di un ciclo ormai concluso. In estate la rivoluzione del City: ha lasciato partire De Bruyne, Ederson, Walker, ma gli addii hanno riguardato anche alcuni dei suoi assistenti più fedeli: Juanma Lillo e Carles Planchart. Quest’anno un nuovo anno zero, con interpreti diversi e un energia rinnovata, i risultati arriveranno subito? È ancora presto per poterlo dire, ma certamente la vittoria schiacciante contro il Borussia Dortmund è stata una prima, significativa, prova di forza.