Con la fine del campionato, in casa Lazio è tempo di voltare pagina. Il club biancoceleste ha deciso di interrompere il rapporto con Maurizio Sarri e di affidare la panchina a Gennaro Gattuso. La scelta della dirigenza, guidata da Claudio Lotito e Angelo Fabiani, arriva dopo una stagione complicata, che ha visto la squadra chiudere al nono posto in classifica e arrendersi all’Inter nella finale di Coppa Italia.
I contatti tra le parti sono ormai in fase avanzatissima: nei prossimi giorni è previsto un incontro per limare gli ultimi dettagli burocratici, ma l’accordo è ormai blindato. Per l’ex centrocampista calabrese è pronto un contratto biennale.
Il ritorno in Serie A e il nuovo contratto
Gattuso si legherà alla società capitolina fino al 30 giugno 2028. Per lui si tratta di un ritorno nel massimo campionato italiano a distanza di qualche anno. L’ultima avventura in Serie A risaliva infatti alla stagione 2020/21, quando era subentrato a Carlo Ancelotti sulla panchina del Napoli, riuscendo a conquistare una Coppa Italia nella finale contro la Juventus.
Questa nuova opportunità a Roma rappresenta un riscatto importante per il tecnico, reduce dalle dimissioni come Commissario Tecnico della Nazionale italiana (incarico lasciato dopo la mancata qualificazione ai Mondiali).
Le tappe principali della carriera in panchina
Nonostante la giovane età per il ruolo (è un classe 1978), il nuovo allenatore della Lazio vanta già un curriculum ricco di esperienze, sia in Italia che all’estero.
In Italia: prima dell’esperienza a Napoli, ha guidato il Milan (il club in cui ha vissuto i suoi anni d’oro da calciatore), oltre alle panchine di Palermo e Pisa.
All’estero: ha affrontato diverse sfide in campionati differenti, allenando squadre di prima fascia come il Valencia in Spagna e il Marsiglia in Francia, senza dimenticare le avventure con Hajduk Spalato, OFI Creta e gli svizzeri del Sion, dove ha mosso i primissimi passi nel suo nuovo ruolo.