L’amministratore delegato Giovanni Carnevali e il Chief Football Officer Frederic Massara sono arrivati alla Juventus da appena due mesi e logicamente non hanno avuto il tempo di lavorare d’anticipo sul mercato (come fanno tutti). Non c’è stato il tempo per programmare, per pianificare le strategie del mercato in entrata e uscita. Non solo, sono arrivati in una Juventus piena di problemi. Quali? Li elenchiamo in modo molto chiaro: i paletti economici imposti dalla Uefa per il Fair Play Finanziario, i mancati introiti per la mancata qualificazione in Champions League. A queste situazioni si aggiungevano quelle di tanti calciatori praticamente invendibili, perché acquistati a suon di milioni e con ingaggi esorbitanti dalla vecchia gestione amministrativa. Era tutto estremamente complicato al momento del loro insediamento, ma non si sono assolutamente persi d’animo. Onestamente, a inizio estate tutti pensavano che la Vecchia Signora non avrebbe avuto la forza di stravolgere la rosa, proprio per tutti i motivi che abbiamo elencato sopra. Invece, la nuova coppia di mercato ha dato un grande saggio delle proprie capacità manageriali. Come hanno risolto la situazione? Andiamo a vedere le loro mosse: sono riusciti a piazzare il contestatissimo portiere Michele Di Gregorio (in prestito al Bournemouth) e lo hanno sostituito con Guglielmo Vicario arrivato dal Tottenham a cifre veramente irrisorie; hanno rinforzato la difesa con Jhon Lucumí, giocatore del Bologna e che volevano in molti; hanno preso il duttile Zeki Çelik a parametro zero dalla Roma, facendo uno sgarbo enorme ai giallorossi; hanno trattenuto il vice campione del mondo Nico González. Finito qua? Assolutamente no, stanno provando a valorizzare il regista Douglas Luiz (con la sponda preziosa di Luciano Spalletti), eredità di Cristiano Giuntoli. E per finire: hanno acquistato due grandi talenti come Jeff Ekhator e Kerim-Sam Alajbegovic; sono riusciti a riportare Randall Kolo Muani a Torino dopo mesi infiniti di trattative; dopo lo sgarbo di Frank Yannick Kessié (che ha preferito tornare all’Atalanta per un pugno di dollari in più), si sono fatti trovare pronti prendendo Pape Matar Sarr dal Tottenham, il centrocampista box to box, che serviva alla squadra bianconera.
E nelle ultime ore del calciomercato hanno trovato anche il centravanti richiesto dal tecnico e dalla tifoseria intera: il gigantesco nazionale tedesco Nick Woltemade, arrivato dal Newcastle. In più, e cosa non scontata, sono riusciti a piazzare in prestito con diritto di riscatto (perché non si poteva fare diversamente) giocatori come Lois Openda, Jonathan David, Fabio Miretti e João Mário. Soprattutto, non hanno venduto nessun big, fatta eccezione per Dusan Vlahović, andato via alla scadenza del contratto e che aveva richieste esose alle quali non hanno voluto sottostare. Insomma, hanno fatto il massimo che potevano fare e
forse anche qualcosa di impensabile soltanto fino a due mesi fa. Ovviamente il campo parlerà, come sempre darà i suoi responsi. Ma una cosa possiamo già dirla con certezza: nonostante tutti i problemi evidenziati, sono riusciti a rinforzare la Juventus in tutti i reparti. E considerando da dove erano partiti, non era affatto scontato. Ma del resto John Elkann e Giorgio Chiellini sapevano chi si erano messi in casa e meritano un applauso anche loro per averli scelti.
Juventus, il capolavoro di Carnevali e Massara
Nato a Lecce il 16/09/1972, dove attualmente vive e lavora.
Amante dello sport in generale, ex atleta di basket con un passato nel calcio.
Scrittore con alle spalle esperienza da articolista sportivo, collabora con la redazione goalnews24.it dal 2023, con focus specifico sul calcio internazionale.
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