La prima conferenza stampa di Luciano Spalletti, nuovo allenatore della Juventus, si apre con l’introduzione del dg Comolli che ha tenuto a precisare la volontà di instaurare un percorso di lungo termine, da ridiscutere a fine stagione. Il chiarimento è stato spontaneamente fornito dopo le critiche ricevute in questi giorni in merito alla durata contrattuale stabilita (contratto di 8 mesi con rinnovo in caso di qualificazione alla Champions), secondo alcuni poco rispettosa del pedigree dell’allenatore.
Comolli: scelto il candidato perfetto
Queste le parole del direttore generale della Juventus:
“Lieti di accogliere Spalletti per diverse ragioni: è un grande esperto di calcio italiano, allenatore di successo in diversi club e diversi contesti. E’ la persona che può portare avanti il brand del calcio. Abbiamo sottoscritto un contratto fino a fine stagione con opzione di prolungarlo, è un accordo che abbiamo con lui, la vediamo come una potenziale collaborazione a lungo termine. Durante la stagione potremo sederci a un tavolo e decidere di continuare insieme”.
Comolli ha continuato: “L’abbiamo visto come il candidato perfetto, eravamo tutti allineati anche con la proprietà. Non c’è nemmeno un centimetro di distanza tra di noi”
Senzazioni bellissime
Spalletti manifesta innanzitutto il suo entusiasmo:
“Sono sensazioni bellissime perché sappiamo tutti qual è la storia di questo club, l’organizzazione di questo club, sappiamo che c’è un’aspettativa alta però poi a entrarci dentro e avere un contatto diretto è sempre una bellissima emozione”.
La qualità della Juventus
Spalletti riconosce a Tudor l’ottimo lavoro svolto ed è sicuro del buon stato mentale del gruppo. Poi rincara la sua fiducia verso i suoi giocatori a disposizione:
“L’idea è racchiusa in quello che io ho accettato per venire qua. Se non avessi creduto che questa squadra abbia delle potenzialità nonostante che abbia passato momenti difficili, perché avrei dovuto accettare un contratto di otto mesi?Per cui credo di poter fare un bel lavoro con loro, poi si passa dalla disponibilità e dalla volontà e l’autodisciplina per fare dei risultati importanti io ci vedo delle possibilità di rimettere a posto alcune cose. Le mire sono alte, bisogna tentare di rientrare in Champions. Dobbiamo rimettere le cose in pari perché gli altri corrono forte”
La responsabilità di giocare nella Juve
Allacciandosi alle parole di Vlahovic, il quale richiamava alla responsabilità tutto il gruppo, dicendo appunto che anche i giocatori devono guardarsi allo specchio perché non può essere sempre colpa di una persona, questo il commento di Spalletti:
“Mi sembra corretta l’analisi di Dusan, che i calciatori si rendano conto effettivamente di quello che stanno restituendo a una società che crede in loro.”
Sul modulo tattico
In prima battuta, l’allenatore lascia trasparire la volontà di non stravolgere l’attuale assetto, almeno nella prima sfida di domani contro la Cremonese:
“Oggi per me è il primo allenamento e quindi siccome ho rispetto del lavoro fatto precedentemente può darsi che si dia continuità a quello che ho trovato. Poi dare tutte le notizie agli avversari non sarebbe corretto… Ci sono presupposti per dare seguito a quello che è stato fatto fino adesso. Chiaro che ci sono anche dei calciatori che preferirebbero giocare in caselle un po’ differenti: in entrambi i casi bisogna che si crei un po’ di disponibilità.
Sul bel gioco alla Juventus
Cosa è più importante, il bel gioco o vincere? Spalletti incarna subito il mantra bianconero confermando che la vittoria è l’unica cosa che conta. Queste le sue affermazioni al riguardo:
“In campo diventa fondamentale vincere la partita: a volte si vince per la fortuna di un rimpallo o una deviazione ma diventa fondamentale vincere. Poi, visto che il calcio è anche uno spettacolo, si cerca di fare un buon prodotto, che sia di qualità per chi lo vede. Quello che affatica la mente e annoia sono le stesse cose”
Su Koopmeiners
Su Koopmeiners rivela il suo gradimento sin dai tempi dell’Atalanta, ma specifica il ruolo in cui può rendere al meglio, quello della mezz’ala:
“E’ un calciatore che conosco bene perché l’ho seguito anche con le squadre precedenti: poi costava tanto e non l’abbiamo potuto prendere ma è un calciatore che mi piaceva e nel vederlo gli ho ricordato di quando c’eravamo sentiti al telefono e avevo provato a convincerlo nonostante le richieste fossero superiori alle nostre possibilità. Per me rimane quell’idea lì, secondo me è un mediano-mezzala”