La Juventus preme ancora una volta il tasto reset, rinnegando le decisioni prese al termine della scorsa stagione, quando optò per confermare la fiducia ad Igor Tudor. Una scelta , quella di continuare con Tudor, probabilmente figlia dei suoi tempi, assunta in un momento in cui cambiare guida tecnica poteva destabilizzare una squadra che si accingeva a partecipare al mondiale per club. D’altro canto non c’erano molte alternative, lo stesso allenatore legittimamente chiedeva garanzie e non si sarebbe mai prestato a traghettare la Juventus fino al termine della competizione estiva. E così si conta un’altra panchina che salta, la terza nell’arco dell’ultimo biennio, situazione desueta per un club che storicamente è sempre stato poco propenso ad attribuire tutte le responsabilità al tecnico pro tempore. Secondo molti, si è perso quello stile che ha sempre caratterizzato la ‘Vecchia Signora’. La Juventus di un tempo raramente sfiduciava allenatori a campionato in corso, nalle Juve di Agnelli (prima dell’Avvocato, poi di Andrea) credere fermamente nel progetto di un allenatore era una prerogativa. Il nuovo corso tracciato dalla guida apicale di Elkann sembra non aver cura di molte problematiche che affliggono la squadra. La sensazione è quella di una proprietà distaccata, disinteressata e disorientata, che prende decisioni estemporanee che si fa fatica ad incasellare in un progetto strategico definito.
Tra i tanti commenti di molti autorevoli giornalisti ed opinionisti, riportiamo quello di Mario Adinolfi espresso con un post sulla propria pagina Facebook. Ad avviso di chi scrive, il giornalista e tifoso bianconero ha meglio di tutti diagnosticato la precaria situazione sportiva che la società sta attraversando:
“E ci mancava solo di giocare con l’Udinese con un signor Brambilla allenatore della prima squadra. Probabilmente vincerà e allora teniamocelo fino a fine stagione, peggio di Thiago Motta e Tudor non può fare, tanto anche questa annata è andata. Da quando dei pazzi autolesionisti, cioè Elkann e Giuntoli, furono giustamente cacciati da Max Allegri dalla premiazione sul prato dell’Olimpico, la maledizione si è abbattuta sulla mia Juve. Tornino gli Agnelli, torni Andrea primo fra tutti, che avevano un amore che si faceva progetto e per carità potevano fare anche degli errori ma l’errore era ingaggiare CR7, non far scrivere a Repubblica che David è un campione quando è uno scarpone. Nel rigore plateale negato ieri alla Juve c’è tutta l’inconsistenza della società, lontana dalla squadra e dall’interesse stesso per i risultati, è solo un asset come l’altro da vendere per monetizzare più prima che poi. Torni Andrea Agnelli, in panchina mettiamoci Alessandro Del Piero, come ds c’è Giorgio Chiellini: la Juve a chi ama la Juve. Basta mercenari, please. E per mercoledì, forza signor Brambilla.”