Nel post-partita di Juve-Lazio, partita conclusasi col risultato di 2-2, Luciano Spalletti ha commentato ai microfoni di Dazn l’andamento del match. Molte considerazioni ma essenzialmente due i temi toccati: gli errori individuali e l’episodio del rigore negato alla Juve sul contatto Cabal-Gila. A proposito del contatto, giudicato regolare da Guida, l’allenatore ha in prima battuta ritenuto irregolare il contatto, per poi dilungarsi più in generale sulle regole e sul team arbitrale chiamato ad assicurare il rispetto delle medesime. A questo proposito, si e lasciato andare a un’interessante digressione: gli arbitri interpretano ma “devono essere dei professionisti, perchè hanno un peso troppo importante. Sono gli unici precari tra tutti gli addetti ai lavori e questo non è possibile”.
La situazione lavorativa degli arbitri
Una verità che effettivamente nessuno aveva mai approfondito ed evidenziato.
Gli arbitri assumono forme di collaborazione sportiva-associativa diversa dallo status di lavoratori sportivi professionisti come i calciatori. Non hanno tutele tipiche dei lavoratori dipendenti e ricevono compensi commisurati alle partite disputate. Tutto ció, effettivamente, li rende poco tutelati rispetto alle responsabilità cui sono costantemente esposti.