Il calcio italiano si divide su Fabregas. Il tecnico spagnolo è a capo dell’interessante progetto Como, pratica un calcio armonioso e che ruba l’occhio. Ma non passano inosservate parole e atteggiamenti. Leggiamo una sua dichiarazione post Como-Roma: “Quando finisce la partita vado sempre a stringere la mano all’allenatore avversario. È una questione di rispetto e sportività. Sono andato per salutare, ma ho visto che Gasperini andava via verso il tunnel. Mi sono intristito, per come sono cresciuto io si va sempre a dare la mano all’avversario”. Così l’allenatore, ai microfoni di Sky, dopo la vittoria contro i giallorossi. Se sul punto siamo tutti d’accordo, l’ex centrocampista di Chelsea, Arsenal, Barcellona e Monaco che predica dal pulpito e sfoggia un irritante moralismo a corrente alternata risulta, da mesi a questa parte, una delle cose più insopportabili della Serie A 2025/2026 osservando le reazioni social. Del resto, parliamo dello stesso che trattiene Saelemaekers per evitare una ripartenza del Milan (questo sì, vero gesto antisportivo), che si sente in diritto di dare lezioni al nostro calcio malgrado sia da due anni in Italia, che dispensa un insostenibile sarcasmo, con annessa superiorità morale e ideologica, quando colto in castagna. Lo stesso che predica il gioco pulito mentre i suoi calciatori utilizzano l’arte della simulazione e della recita sistematica, su questo Gasperini, per quanto anch’egli abbia comportamenti spesso indisponenti, ha ragione quando dice: “Non è la prima volta che il Como ha di queste situazioni. Sono situazioni molto cercate, un po’ troppo, però questo è diventato il calcio, lo sappiamo”. Con tutto il rispetto per l’allenatore e il formidabile campionato del Como, certe morali potrebbero essere evitate. Anche perché se deve essere Fabregas a insegnare come comportarci, significa che viviamo in un Paese (anche calcisticamente) a dir poco provinciale. E la stessa critica vale anche per Chivu, dice delle cose e sistematicamente si smentisce. Il calcio italiano ha bisogno di credibilità.
Serie A, la comunicazione sbagliata di Fabregas (e Chivu)
Nato a Lecce il 16/09/1972, dove attualmente vive e lavora.
Amante dello sport in generale, ex atleta di basket con un passato nel calcio.
Scrittore con alle spalle esperienza da articolista sportivo, collabora con la redazione goalnews24.it dal 2023, con focus specifico sul calcio internazionale.
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