A distanza di poche ore dalla notizia dell’ingaggio di Boga, la Juve si appresta ad assestare un altro colpo importante che sarà a disposizione della squadra di Spalletti. Si tratta di Emil Holm. Sono in atto colloqui intensi tra Vicenza della Juventus è quella del club emiliano: la base della trattativa é il prestito con riscatto non obbligatorio. La contropartita é Joao Mario, che farà il percorso inverso e cercherà più spazio con Italiano.
Chi é Emil Holm
Nato il 13 maggio 2000 a Göteborg (Svezia), e attualmente gioca come terzino destro nel Bologna dal 2024, nonché nella nazionale maggiore della Svezia. Alle spalle anche altre esperienze in Serie A con l’Atalanta e con lo Spezia.
È considerato un terzino moderno dotato di buona fisicità, altezza e abilità offensive e difensive. Sa proporsi anche in fase d’attacco e fornire assist oltre ai contributi difensivi.
L’esperienza di Holm al Bologna va letta più in chiave tattica che numerica. Arrivato nell’estate 2024, Holm non è stato pensato come terzino “da copertina”, ma come un profilo affidabile, fisico e disciplinato, utile a dare equilibrio alla squadra.
Durante la stagione 2024-25 è stato impiegato con continuità, ma raramente come titolare fisso e intoccabile. Più spesso è entrato nelle rotazioni, alternandosi sulla fascia destra a seconda dell’avversario e del piano partita. Quando il Bologna affrontava squadre con esterni rapidi o fisicamente strutturati, Holm è stato preferito proprio per la sua solidità difensiva, la stazza (quasi 1,91 m) e la capacità di tenere la posizione.
Dal punto di vista offensivo, il suo contributo è stato misurato: pochi assist, nessun gol, ma una partecipazione costante alla manovra. Holm accompagna l’azione senza forzare la giocata, arriva al cross quando serve e difficilmente perde palloni banali. Non è il classico terzino che vive di sovrapposizioni continue, ma uno che legge bene i tempi e garantisce copertura quando la squadra si sbilancia.
In fase difensiva è dove si è visto il suo vero valore: buoni duelli vinti, poche ammonizioni, interventi puliti. Non è appariscente, ma è uno di quei giocatori che gli allenatori apprezzano perché rende stabile il sistema. In Coppa Italia ha avuto anche più spazio, mostrando affidabilità nei momenti in cui serviva concretezza più che fantasia.