Dopo il tracollo e la mancata qualificazione ai Mondiali 2026, arriva anche il passo indietro di Buffon. In un lungo e toccante messaggio, l’ex portiere azzurro annuncia le dimissioni come atto “impellente e spontaneo”, maturato subito dopo la sconfitta contro la Bosnia.
Parole forti, tra dolore personale e senso di responsabilità: Buffon ammette il fallimento dell’obiettivo principale — riportare l’Italia al Mondiale — pur rivendicando il lavoro fatto sulla costruzione del gruppo e su un progetto strutturale per il futuro del calcio italiano.
Il dirigente sottolinea anche la volontà di lasciare libertà a chi verrà dopo, in un momento di profondo rinnovamento già segnato dal passo indietro del presidente Gravina.
Tra autocritica e orgoglio, si chiude così il capitolo azzurro di uno degli uomini più rappresentativi del calcio italiano, oggi costretto a farsi da parte in uno dei momenti più difficili della Nazionale.
Questo il messaggio veicolato dall’ex capo delegazione sui profili social:
“Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi.
Mi è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti.
Ora che il Presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità, perché, pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale.
E non ci siamo riusciti.
È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo.
Rappresentare la Nazionale è per me un onore ed una passione che mi divora fin da quando ero un ragazzino.
Ho cercato di interpretare il mio incarico mettendoci tutte le mie energie, guardando a tutti i settori per essere anello di congiunzione, di dialogo e di sinergia tra le varie giovanili, cercando di strutturare, insieme ai vari responsabili, un progetto che partendo dai giovanissimi arrivi fino alla Nazionale U21.
Il tutto per ripensare il modo nel quale si allevano i talenti della futura Nazionale maggiore.
Ho chiesto ed ottenuto l’inserimento di poche, importanti figure di forte esperienza, che insieme con le competenze già presenti, stanno dando vita a questi cambiamenti necessari con visione a medio e lungo termine.
Questo perché credo nella politica della meritocrazia e della specializzazione delle mansioni.
Starà a chi di dovere giudicare la bontà di queste scelte.
Porto nel cuore tutto, con gratitudine per il privilegio e l’insegnamento che, anche nell’epilogo doloroso, questa intensa esperienza mi lascia. Forza Azzurri sempre.”