Alla vigilia dell’esordio in Champions League contro l’Inter, José Mourinho si è presentato in conferenza stampa con il consueto approccio diretto, ma anche con la necessità di fotografare un Real Madrid ancora in costruzione. La sconfitta contro il Betis non ha cambiato le convinzioni dell’allenatore portoghese, che ha ribadito la necessità di trasformare il buon gioco in risultati. Dall’altra parte ci sarà l’Inter, avversario speciale per il suo passato e per i ricordi legati al Triplete del 2010. E proprio sulla panchina nerazzurra ritroverà Cristian Chivu, un suo ex giocatore.
Il nuovo Real Madrid e lo spogliatoio trovato da Mourinho: «Dobbiamo trovare stabilità»
Mourinho ha raccontato di aver ritrovato un club che, al di là delle differenze rispetto alla sua prima esperienza, conserva una caratteristica immutabile: «Il Real Madrid è il Real Madrid».
La prima sconfitta della sua nuova gestione, arrivata contro il Betis, non ha modificato il giudizio sul gruppo. Mourinho ha raccontato di aver visto i giocatori «morti» nello spogliatoio dopo la partita, ma già recuperati nell’allenamento successivo. La sua lettura è che il Real abbia disputato una buona gara e che gli errori sotto porta siano stati un’anomalia rispetto alla prestazione. Restano però problemi contingenti, soprattutto a centrocampo, in vista della sfida con l’Inter.
La parola chiave, dunque, è stabilità. Mourinho non nasconde le difficoltà, ma nemmeno vuole trasformarle in un alibi. E davanti alla domanda su quale Real voglia vedere contro l’Inter, la risposta è stata netta: non basta giocare bene, bisogna vincere. «Non voglio giocare bene come contro il Betis e perdere», il concetto espresso dal portoghese.
L’Inter e i ricordi del Triplete: «Durante la partita non penserò al passato»
La sfida con l’Inter porta inevitabilmente Mourinho dentro la sua storia. Quella nerazzurra è stata la squadra con cui ha raggiunto uno dei vertici della propria carriera, vincendo nel 2010 il Triplete proprio con una finale di Champions disputata al Bernabéu. Un legame che il tecnico non rinnega e che rende inevitabilmente particolare il ritorno dei nerazzurri nello stadio che custodisce alcuni dei ricordi più importanti della sua carriera.
Mourinho ha riconosciuto che, in questo momento, Real-Inter non è per lui una partita come le altre. Ma ha anche fissato una distinzione precisa: l’emozione appartiene alla vigilia e al contesto, non ai novanta minuti. «Durante la partita non penserò al passato», ha spiegato, ribadendo di voler essere semplicemente l’allenatore del Real Madrid.
E proprio il Bernabéu rappresenta il punto d’incontro tra passato e presente: qui Mourinho ha vissuto sia il trionfo sia la delusione, dalla Champions vinta con l’Inter alla semifinale persa ai rigori. Ma anche questo, secondo il portoghese, appartiene a un’altra fase della sua storia. Ora c’è una nuova squadra, una nuova stagione e soprattutto una nuova Champions da affrontare.
Chivu, dal giocatore all’allenatore avversario: «Sarà sempre uno dei miei»
Il capitolo più personale della conferenza è stato quello dedicato a Cristian Chivu. Mourinho ritroverà sulla panchina dell’Inter un giocatore che ha allenato e con cui ha condiviso una parte importante della propria carriera. Il rapporto, nelle parole dello Special One, è quello tra un allenatore e un ex giocatore che ha intrapreso la stessa strada.
Mourinho ha ricordato di aver avuto diversi contatti con Chivu anche successivamente, quando il rumeno allenava le giovanili della Roma, e di averne intuito già allora la forte vocazione per il mestiere dell’allenatore. «Chivu sarà sempre uno dei miei», ha detto il portoghese, sottolineando la felicità per il percorso compiuto dall’ex difensore e per ciò che sta ottenendo oggi sulla panchina nerazzurra.
Il chiarimento più importante riguarda però il rapporto tra i due: Mourinho ha respinto l’idea che possa esserci qualche tensione personale. Anzi, ha ricordato i tanti momenti condivisi, «belli e anche difficili», e ha lasciato intendere che il saluto prima e dopo la partita sarà inevitabile. Poi, però, per novanta minuti, ognuno sarà dalla propria parte: Chivu sulla panchina dell’Inter, Mourinho su quella del Real Madrid. «Durante… al partido», la sintesi dello Special One.