Dopo la partita all’Allianz Stadium contro la Juventus e poco prima della partenza della squadra alla volta di Milano è andato in scena un confronto privato fra il direttore sportivo Igli Tare e l’asso portoghese Rafael Leao. Una chiacchierata tranquilla, ma dai toni fermi e decisi da parte del dirigente, il quale ha ricordato al giocatore ciò che rappresenta per club, squadra e tifosi. Invitandolo ad un atteggiamento aggressivo in campo e a dare tutto per la causa, ricordandogli il ruolo di prima donna, il numero di maglia indossato e il lauto stipendio percepito (è il più pagato della rosa rossonera). Il numero 10 ha laconicamente fatto presente di essere in ritardo di condizione e che fosse dipeso da lui non avrebbe risposto alla convocazione della nazionale lusitana per rimanere a Milanello e rifinire la condizione. Balza all’occhio il nuovo modo di agire in casa Milan, dove niente viene lasciato al caso e i giocatori richiamati costantemente al loro dovere. Avere un direttore sportivo di esperienza provata e uno dei migliori allenatori in circolazione aiuta. Sono lontani i tempi di Paulo Fonseca, Sergio Conceicao e dei mercati fatti da figure senza grande competenza.
Milan, colloquio Tare-Leao: i dettagli
Nato a Lecce il 16/09/1972, dove attualmente vive e lavora.
Amante dello sport in generale, ex atleta di basket con un passato nel calcio.
Scrittore con alle spalle esperienza da articolista sportivo, collabora con la redazione goalnews24.it dal 2023, con focus specifico sul calcio internazionale.
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