Quella di ieri sera è una sceneggiata che sta facendo discutere parecchio. E, sinceramente, conoscendo la storia recente, non sorprende molto. Perché Leao ha sempre mostrato dei limiti caratteriali evidenti. Li ha sempre avuti e, probabilmente, continuerà ad averli, nonostante il supporto di club e allenatore. Altrimenti oggi staremmo parlando di un campione vero, assoluto, non di un talento spesso incompiuto. Uscire dal campo non fa piacere a nessuno, è chiaro. Tutti vogliono giocare e vincere. Ma prima di tutto dovrebbe essere onesto con sé stesso e riconoscere che stava giocando una partita pessima. Male tecnicamente, male nell’atteggiamento del corpo, male praticamente in tutto. Nonostante questo ha trovato anche il modo di protestare con Allegri al momento del cambio con Fullkrug. E qui il punto diventa un altro. Non è ammissibile che il vice capitano del Milan reagisca in questo modo alla sostituzione. Borbottare, lamentarsi, fare sceneggiate, divincolarsi dall’abbraccio del tecnico. Addirittura il capitano e leader dello spogliatoio Maignan è dovuto intervenire per cercare di calmarlo. Una mancanza di rispetto evidente verso squadra, società e staff tecnico. Perché nel calcio, come in ogni squadra, esistono dei ruoli. Esistono persino negli uffici. E quei ruoli vanno rispettati. Sempre, senza se e ma. E lui da vice capitano dovrebbe dare l’esempio ai compagni, in primis. Ieri sera, invece, il portoghese ha fatto esattamente il contrario. E non è stato un bello spot per il calcio è per i tifosi milanisti. Ma dove finiscono le responsabilità di Leao, cominciano quelle di Allegri. Partiamo dal presupposto che, il tecnico Livornese ha scelto un modulo probabilmente non adatto al lusitano e anche ad altri protagonisti della formazione titolare. Leao è sempre stato un giocatore abituato a giocare sulla fascia, puntando sulla sua velocità e abilità nei dribbling. Viene impiegato da centravanti di manovra, che non è totalmente nelle sue corde. Si impegna, si sbatte, segna qualche gol. Ma è evidente a tutti che fa fatica in un ruolo che non sente suo. Non si capisce perché Allegri insista su un unico modulo, il 3-5-2. Quelle poche volte che ha utilizzato il 4-3-3 la squadra ha volato. I predecessori di Allegri, avevano capito le potenzialità di Leao e schierato la squadra con il modulo più conveniente. Con Pioli, Fonseca e Conceicao il rendimento del numero 10 era stato ottimale volendo. L’attuale allenatore rossonero va assolutamente ringraziato per aver riportato la squadra a competere per lo scudetto, ma si sta arroccando troppo nelle sue convinzioni tattiche, a scapito proprio dalla squadra. Siamo sicuri che a lungo andare sia un bene? Anche Pulisic sta soffrendo il modulo tattico, tanto è vero che il suo rendimento è calato. La domanda è: Fullkrug e Gimenez che spazio troveranno con questo allenatore? E parliamo di attaccanti in una grande confidenza con il gol. Inoltre, va sottolineato come la scelta di puntare ancora su Estupinan sia stata sbagliata. La rete vincente nel derby è solo un ricordo isolato, nel contesto di una stagione chiaramente negativa del terzino sinistro. Perché riproporlo contro un avversario veloce e tecnico come Isaksen? Infatti, il laziale ha segnato la rete decisiva.
Milan, il caso Leao e la rigidità di Allegri
Nato a Lecce il 16/09/1972, dove attualmente vive e lavora.
Amante dello sport in generale, ex atleta di basket con un passato nel calcio.
Scrittore con alle spalle esperienza da articolista sportivo, collabora con la redazione goalnews24.it dal 2023, con focus specifico sul calcio internazionale.
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