Tra errori, orrori e polemiche arbitrali, ormai talmente tante e alle quali si fa fatica a star dietro, nel mondo arbitrale c’è ormai una certezza, che ha un nome ed un cognome: Aleandro Di Paolo. Appartiene alla sezione AIA di Avezzano. E dove c’è una partita del Milan, c’è lui, stranamente. E quando l’arbitro e il Milan s’incontrano, non è proprio un binomio vincente e idilliaco. Ed anzi, sono sempre polemiche, figlie di partite dove c’è qualche errore arbitrale più o meno grande, e metri di giudizio o uniformità che dir si voglia, non proprio coerenti, soprattutto se rapportati ad altri match, ed in primis ad altre maglie, a cui basta cambiare un colore, per passare dal nulla al rigore. Come ci narra la curiosa storia dello “step on foot”. Perché Aleandro Di Paolo è quello del “fuorigioco geografico” di Olivier Giroud in Milan-Napoli 0-1, con il gol di Frank Kessié curiosamente e clamorosamente tolto. Ma l’uomo in questione è anche quello che richiama subito l’arbitro per lo step on foot di Strahjnia Pavlovic nel Derby e quello di Amir Rrhamani contro l’Inter, dimenticandosi di farlo però per il pestone di Leo Ostigard su Niclas Fullkrug, con l’aggravante in questo caso che il tedesco lo subisce mentre sta calciando, mentre i due nerazzurri a palla abbondantemente scaricata. Per poi, confermare il rigore all’ultimo secondo di Milan-Genoa, con Davide Bartesaghi che sembra anticipare Ellertson e prendere il colpo. Ma anche qui, sarà un caso. Il tutto, senza dimenticare, la solerzia e la puntualità con il quale richiama Giuseppe Collu in Milan-Lazio, dicendogli di valutare bene il braccio di Strahjnia Pavlovic sul tiro ravvicinato di Adam Marusic, invocando un rigore che solo lui aveva visto, ma Giuseppa Collu per fortuna, conferma la sua decisione e lo zittisce. Insomma, un Var sempre presente, che porta solo errori, orrori, decisioni diverse in episodi simili, e sempre a favore di una e a sfavore dell’altra, senza che nessuno dica e faccia nulla. Sicuramente ci diranno che è un caso, che manderanno i migliori (che poi se questo è il meglio che passa l’AIA, c’è un grosso problema) e le solite dichiarazioni trite e ritrite del caso, ma una cosa è certa: questo teatrino dovrebbe finire, perché non è più accettabile. E’ ora di farsi sentire da parte dei dirigenti delle squadre, perché questi non sono dettagli secondari, ed anzi, le stagioni ed i campionati passano anche da questi aspetti, che non possono essere più tollerati e accettati a tutti i livelli, tifoserie comprese. La designazione di Aleandro Di Paolo per la gara di domani sera non è stata presa bene dai vertici societari rossoneri (furiosa telefonata di Scaroni ad Aia e Lega Calcio).