Notte agrodolce per l’attaccante della Nazionale italiana, Moise Kean, protagonista in positivo e in negativo nella gara di ieri sera (sabato) contro l’Estonia, valida per le qualificazioni ai Mondiali. Dopo aver sbloccato il risultato nei primi minuti di gioco, l’attaccante è stato costretto ad alzare bandiera bianca a causa di un infortunio alla caviglia.
L’incidente e la dinamica
La gioia del gol, messo a segno al 5′ con un bel sinistro, è durata pochissimo. Intorno al 9′, infatti, Kean ha subito un infortunio alla caviglia destra, in quella che sembra essere una classica distorsione. Il movimento innaturale si è verificato senza un contrasto diretto con un avversario. Il giocatore è rimasto a terra dolorante e, dopo l’intervento dello staff medico e un tentativo di rientro, al 15′ ha dovuto arrendersi, chiedendo il cambio a mister Gattuso. Al suo posto è entrato Pio Esposito.
Condizioni e tempi di recupero: cauto ottimismo
L’uscita dal campo, zoppicante e con il ghiaccio sulla caviglia, aveva subito destato preoccupazione per l’entità del danno, specialmente considerando il periodo di forma dell’attaccante (arrivato al quarto gol consecutivo in Nazionale) e l’importanza del prosieguo della stagione sia con gli Azzurri che con il suo club.
Tuttavia, dopo le prime valutazioni e i messaggi rassicuranti giunti anche dalle dichiarazioni del CT Gattuso (“Speriamo non sia grave”), sembra filtrare un cauto ottimismo. I primi esami, infatti, sarebbero risultati negativi, lasciando sperare che si tratti di una distorsione di lieve entità.
Kean è rimasto nel ritiro della Nazionale e oggi (domenica) ha sostenuto ulteriori esami strumentali (tra cui una risonanza magnetica) per stabilire l’esatta entità dell’infortunio e i tempi di recupero.
A rischio la gara contro Israele
Nonostante il cauto ottimismo, la sua presenza nella prossima sfida di martedì contro Israele appare fortemente a rischio. Difficilmente, con così pochi giorni a disposizione, il giocatore sarà in grado di recuperare, anche solo per un posto in panchina. L’obiettivo, ora, è quello di scongiurare un lungo stop che priverebbe la Nazionale e la sua squadra di un elemento cruciale.
Si resta in attesa del bollettino medico ufficiale per avere una diagnosi definitiva e stimare con maggiore precisione i tempi di recupero.