L’esordio del Brasile contro il Marocco ha lasciato più dubbi che certezze. La Seleção non è andata oltre una prestazione opaca, lontana dagli standard che tifosi e addetti ai lavori si aspettano da una delle principali candidate alla vittoria finale. Nel post partita, Carlo Ancelotti si è presentato davanti ai giornalisti con lucidità e senza cercare alibi, riconoscendo le difficoltà mostrate dalla squadra soprattutto nei primi quarantacinque minuti.
“Non abbiamo iniziato bene la partita”, ha ammesso il commissario tecnico.
“La squadra era un po’ preoccupata, abbiamo perso troppi palloni e molti duelli. Il primo tempo non è stato positivo e c’è stata un po’ di ansia. Loro uscivano dalla nostra pressione e creavano transizioni pericolose”.
Parole che certificano una diagnosi condivisa da gran parte della stampa brasiliana, che nelle ore successive al match ha puntato il dito contro un Brasile apparso contratto, poco brillante e incapace di imporre il proprio gioco per lunghi tratti della gara.
Le critiche sulla gestione dei cambi
Tra i temi più discussi c’è stata la gestione della partita da parte di Ancelotti. Alcuni giornalisti in conferenza stampa hanno contestato al tecnico italiano una reazione tardiva alle difficoltà emerse nel primo tempo, sostenendo che i cambi sarebbero arrivati troppo tardi.
Una lettura respinta con decisione dall’ex allenatore del Real Madrid.
“Ho fatto due cambi all’intervallo e una sostituzione al 59’. Non mi pare di aver perso tempo”,
ha replicato in conferenza stampa, mostrando una certa irritazione davanti alle domande insistenti dei cronisti.
Nel mirino della critica è finita anche la gestione di alcuni singoli, in particolare quella di Endrick. Il giovane attaccante è rimasto in panchina per tutta la gara, una scelta che ha alimentato il dibattito in Brasile, dove molti avrebbero voluto vedere maggiore coraggio nelle scelte offensive.
Ancelotti, tuttavia, ha evitato di entrare nel merito dei singoli casi.
“Non sono qui per parlare di prestazioni individuali. Parlo della squadra. Nel primo tempo non ha giocato bene, nel secondo ha fatto meglio e ha creato qualche occasione”.
Il pragmatismo di Ancelotti
Carlo Ancelotti, da allenatore esperti quale è, nonostante il risultato deludente, ha invitato tutto l’ambiente a mantenere equilibrio nei giudizi.
“Non sono soddisfatto del risultato, ma la Coppa del Mondo non si vince alla prima partita”.
Una frase che racchiude la filosofia del tecnico italiano, convinto che il percorso mondiale si costruisca nel tempo e non attraverso un singolo novanta minuti.
Ma i tifosi brasiliani mal tollerano il pragmatismo “europeo” di cui il ct è portavoce.
“Quando la squadra non gioca bene bisogna accettare le critiche. Il secondo tempo è stato molto meglio e miglioreremo per la prossima partita”.
Il tecnico non nasconde che il Brasile sia ancora un cantiere aperto. L’obiettivo immediato resta il superamento della fase a gironi, con la convinzione che la squadra possa crescere progressivamente nel corso del torneo.
“L’obiettivo è superare la fase a gironi e migliorare nel tempo”.
Adesso l’attenzione si sposta sulla prossima sfida contro Haiti, un avversario abbordabile, che però potrebbe già rappresentare un banco di prova importante per valutare la capacità della Seleção di reagire alle critiche e mostrare i progressi richiesti dal proprio commissario tecnico.