Il calcio italiano volta pagina. Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC, eletto al termine delle votazioni che lo hanno visto prevalere nettamente sull’altro candidato, Giancarlo Abete. Per l’ex presidente del CONI è arrivato un consenso ampio: 343,084 voti, pari al 68,58%, contro il 29,17% ottenuto dal suo sfidante.
Una vittoria che segna l’inizio di una nuova fase per il movimento calcistico italiano, chiamato a ritrovare competitività e credibilità dopo anni caratterizzati da risultati altalenanti e questioni strutturali ancora irrisolte.
Mancini verso il ritorno?
Tra le prime decisioni sul tavolo, ci sarebbe quella relativa alla scelta del nuovo commissario tecnico. Roberto Mancini è uno dei profili più pronosticati per la panchina della Nazionale italiana. L’ex commissario tecnico, protagonista del trionfo a Euro 2021, rappresenterebbe il profilo individuato dalla nuova governance federale per rilanciare il progetto azzurro. In realtà, non è certa la scelta di puntare su Mancini dopo il turbolento addio che ha scatenato molti rancori.
I punti chiave del programma
Durante la campagna elettorale, Malagò ha delineato una strategia precisa per il rilancio del calcio italiano. Al centro del progetto ci sono la valorizzazione dei giovani talenti, una maggiore tutela e promozione dei vivai, il rafforzamento della classe dirigente e il miglioramento delle infrastrutture sportive.
Particolare attenzione sarà dedicata anche alla crescita del calcio femminile e alla centralità della Serie A all’interno del sistema, con l’obiettivo di aumentare la competitività del movimento sia a livello nazionale sia internazionale.
Una FIGC meno burocratica e più operativa
Uno dei concetti più volte ribaditi da Malagò riguarda la necessità di una Federazione più snella ed efficiente. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una FIGC autorevole ma meno invasiva, capace di supportare le diverse componenti del calcio italiano senza appesantirne il lavoro.
La sfida sarà quella di ricucire le divisioni emerse negli ultimi anni e creare una governance in grado di rappresentare e coordinare professionismo, dilettantismo, settori giovanili e calcio femminile.