Una delle novità delle ultime gare dei bianconeri è la partenza da titolare di Teun Koopmeiners, centrocampista consacratosi nelle file dell’Atalanta ed approdato nella tarda estate del 2024 alla corte di Thiago Motta (l’allora allenatore della Juventus). Koopmeiners è costato quasi 60 milioni, considerando anche i bonus: l’investimento sostenuto per il giocatore non solo non è stato mai “ripagato” (sul piano sportivo e tanto meno su quello economico), ma: 1) ha condizionato il comportamento del giocatore, oberato dalla responsabilità; 2) ha inciso sulle scelte degli allenatori, chiamati a riporre particolari attenzioni ed aspettative sul centrocampista. Se fino all’anno scorso la preferenza per l’olandese poteva anche essere scontata, quest’anno tutto ciò ha davvero dell’imponderabile. A pensarlo non sono soltanto i tifosi, ma anche autorevoli fonti di stampa, soprattutto se si considera l’ampiezza della rosa e le alternative tattiche a disposizione dell’allenatore.
Il rendimento di Koopmeiners
7 sono le presenze collezionate in questa stagione, di cui 2 in Champions League (114 minuti) e 5 in Serie A (269 minuti). Entrando nel dettaglio delle partite disputate, si nota che in Serie A, nelle 2 occasioni in cui è partito titolare, la Juventus ha pareggiato (contro l’ Atalanta) e vinto (contro l’Inter). In Champions, invece, è stato schierato titolare 2 volte su 2 e la Juve in entrambe quelle partite ha raccolto un solo punto. Tirando le somme, quasi tutte le volte (3 su 4) in cui Tudor ha deciso di schierarlo titolare preferendolo ad altre soluzioni, la Juve ha pareggiato e, più precisamente, tutte le volte in cui ha ricoperto il ruolo da centrocampista centrale. Potrebbe certamente essere un caso, ovviamente questa statistica non è particolarmente rappresentativa del suo contributo, ma il rendimento effettivo è sotto gli occhi di tutti. Koopmeiners, quando schierato come centrale nei 4 a centrocampo, non ha mai catturato l’attenzione, “svanendo” per lunghi tratti delle partite e racimolando appena una sufficienza in pagella.
Titolare a che titolo?
Igor Tudor sta concedendo minutaggio e fiducia al calciatore a tal punto da schierarlo titolare nelle ultime sfide contro Atalanta e Villarreal. Posizionato accanto a Thuram, è stato preferito a McKennie, Locatelli e, se valutiamo anche le altre combinazioni di formazione, anche a Conceiçao e Zhegrova. Scelte forti e impopolari, quelle assunte da Tudor, che sembrano quasi più delle forzature, le medesime messe in atto dal predecessore Thiago Motta il quale, a differenza di Tudor, lo riteneva cruciale nella sua idea di gioco con 5 interpreti a centrocampo.
Tudor caduto in trappola?
Al di là delle legittime preferenze tecniche, uno dei motivi che potrebbe aver indotto Igor Tudor a consegnare le chiavi del centrocampo all’olandese, potrebbe essere legata a motivi di bilancio che sono spesso al centro dei ragionamenti del management. Il costo storico a bilancio, corrispondente al prezzo del cartellino di circa 58 milioni, è soggetto a una svalutazione progressiva che accelera tanto più quanto il giocatore resta in panchina. Tale processo si inverte se invece il calciatore colleziona presenze, specie nella vetrina europea della Champions League. Se queste valutazioni finanziarie ed extracalcistiche stiano avendo o meno un impatto sulle decisioni Tudor, questo nessuno può dirlo. Di certo la posta in palio è molto alta per l’allenatore croato, il quale risponde dei risultati sportivi, e non certo di quelli finanziari.