Bisogna dire che l’allenatore spagnolo Cesc Fabregas ha ragione. Basta parlare dei soldi spesi sul mercato estivo e invernale. I risultati sono il frutto di progettualità studiata e condivisa. E sono discorsi, a nostro avviso, assolutamente superficiali. Alcune nostre considerazioni:
1) Spendere tanto non è sinonimo di vittoria, basta vedere per esempio il mercato stellare del Liverpool, il quale oggi si trova al sesto posto e con il serio rischio di non qualificarsi alla prossima Champions League, o quello del Napoli, che da Campione d’Italia ha investito tanto ma non è riuscito ad ottenere i risultati sperati e a ripetersi.
2) Il Como ha l’undicesimo monte ingaggi della Serie A. Questo è un dato che non può essere per niente sottovalutato quando si parla di mercato. È vero che la società ha speso tanto, ma è altrettanto vero che ha acquistato tutti ragazzi di prospettiva, che difficilmente farebbero i titolari nelle altre squadre che lottano per la Champions League. Per dire : Martin Baturina e Maximo Perrone non sono nemmeno lontanamente paragonabili ad Adrien Rabiot e Kevin De Bruyne.
3) Il club ricerca giocatori funzionali al gioco del tecnico. Non prendiamoci in giro. Per vincere nel calcio di oggi c’è bisogno di investire denaro. La cosa difficile però è investire bene il proprio denaro. E la verità è che i lariani spendono bene. Non è scontato trovare giocatori in giro per l’Europa che hanno le qualità per potersi esprimere in un certo modo ad alti livelli. L’esempio lampante è Lucas da Cunha: questo ragazzo è stato acquistato in serie B, a 21 anni, per 400.000 euro…. Oggi è diventato un giocatore insostituibile e si è preso anche la fascia di capitano. Ed è nel mirino della Premier League, mentre in Italia lo seguono Milan, Juventus, Napoli e Roma.
Se il Como dovesse andare in Champions League sarebbe un risultato assolutamente straordinario!