Oggi parliamo dell’ex calciatore e allenatore Romolo Bizzotto, il cui nome è legato soprattutto alla Juventus, prima da giocatore (centrocampista) e poi da tecnico . Nato a Cerea (Verona) il 16/02/1925, è mancato a Torino il 27/03/2017. Raccontava: “La mia carriera di allenatore è iniziata col Rovereto, dove ero ancora giocatore. Poi al Verona per dirigere il settore giovanile e nella città scaligera rimango due anni con buoni risultati. Nel frattempo prendo il diploma a Coverciano che mi permette di allenare per due anni la prima squadra del Verona, il Rimini (tre anni), la Reggiana (cinque) e la Reggina”. E arriva la chiamata di qualcuno: “Mi contatta Giampiero Boniperti, col quale avevo giocato nella Juventus e mi invita a Torino. Sono bastati pochi minuti per metterci d’accordo”. Allena la Primavera della Juventus, il programma di Italo Allodi e Ugo Locatelli (responsabile del settore giovanile) è con respiro triennale, ma c’è un contrattempo: vincono il girone e arrivano in finale Scudetto già al primo anno. Si gioca Roma-Juve l’11/06/1972, andata all’Olimpico e sono in ventimila. La sua Juventus è in campo così: Alessandrelli, Cheula, Marangon, Marchetti, Borchiellini, Balestro, Chiarenza, Zannoni, Palladino, Maggiora, Motti. Dall’altra parte la Roma schiera Quintini in porta, Peccenini, Vichi, Sandreani, Francesco Rocca, il talentuoso Stefano Pellegrini. La Juventus è squadra compatta, che sa chiudere spazi e rispondere giocando corto, con gli uno-due. Mentre Marangon circoscrive Pellegrini, il libero Balestro dirige. In mezzo la fa girare Alberto Marchetti con Zannoni che disegna assist. Al 65′ il guizzante Chiarenza la sblocca, in contropiede Palladino al 78’ raddoppia. Una settimana dopo al Comunale di Torino, stessa formazione e stesso 2-0 con due incornate di Maggiora: la Juventus è campione d’Italia per la seconda volta nella storia del campionato Primavera. Ben 7/11 sono nati nel 1954, quindi 18 anni, una squadra che eccelle anche per l’età media. La Juventus diventerà la sua seconda famiglia: “Un giorno Boniperti mi chiede di star vicino alla prima squadra, che era con Vycpalek. Mi spiegò grosso modo : ‘Voglio che porti la tua esperienza a tanti giovani titolari’. Dopo una lunga pausa di riflessione, ho accettato. La proposta era lusinghiera, ma cambiava il mio lavoro al quale ero molto affezionato. Non facevo in fondo l’allenatore in seconda, ma ero un collaboratore della società. Era quel ragionamento che mi convinse e poi non si può dire di no a Boniperti”. Da Cestmir Vycpalek a Carletto Parola fino a Giovanni Trapattoni: “Un giorno il presidente mi informa che avevano assunto il Trap e mi prega di recarmi con lui a Villar Perosa per mostrargli gli impianti sportivi e per una conoscenza approfondita. Il primo impatto è stato favorevolissimo: io già conoscevo Giovanni calciatore. Lo accompagnai in macchina a Villar Perosa, si parlò di tutto, lui mi espose le sue idee, i suoi programmi. Abbiamo legato subito e molte volte mia moglie e la sua vanno in trasferta insieme. Io affianco per più di dieci anni Giovanni sul campo degli allenamenti e non finisce qui: sono sui campi di mezza Italia e di mezza Europa come …. ministro degli esteri, per visionare squadre che devono poi incontrare la Juventus oppure per osservare giovani talenti o giocatori che potrebbero in un futuro prossimo vestire la maglia bianconera. E nel caso di una partita di Coppa europea le squadre da osservare talvolta possono essere due, perché soltanto alla fine del doppio confronto prevale il possibile avversario della Juventus. Così ho fatto col Bilbao nel ’77 e col Bordeaux nell’ ’85. Andò tutto bene, anche se in piccolissima parte per merito mio. Nel taccuino sull’avversario gli appunti servono per analizzare il gioco a uomo oppure a zona, gli eventuali lati deboli del portiere, se l’attaccante scatta a destra o meno, se il centrocampista è portato per il gioco d’attacco o fa solo filtro e tante altre note tecniche. I cosiddetti disegnini sul notes vanno interpretati e posso dire, sapendo cosa vuole il Trap, che modestamente è come se la partita l’avesse vista lui”. Palmares ricchissimo per questo uomo semplice e di calcio: 2 Scudetti da calciatore, 1 da allenatore della Primavera, 8 Scudetti (2 con Vycpalek, 1 con Parola, 5 con Trapattoni), 2 Coppe Italia, Coppa dei Campioni, Supercoppa Europea, Coppa Intercontinentale, Coppa Uefa, Coppa delle Coppe….