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Lettura: Storie, Roberto Rosato la faccia d’angelo
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Storie

Storie, Roberto Rosato la faccia d’angelo

Cristiano Mezzi
Ultimo aggiornamento: 21 Dicembre 2025 2:16 am
Cristiano Mezzi
3 Min Lettura
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Circa 15 anni fa, esattamente il 20/06/2010 ci lasciava Roberto Rosato, torinese di Chieri dove era nato il 18/08/1943. Si era ammalato di cancro 10 anni prima. Quello stesso giorno la nazionale italiana affrontava la Nuova Zelanda nel campionato del mondo 2010; per l’occasione, gli azzurri indossarono il lutto al braccio. Il tempo passa, ma il ricordo di questo leggendario difensore non svanisce. È stato uno dei giocatori più forti di sempre nel suo ruolo, all’epoca il termine era quello di stopper, colui che marcava i centravanti avversari e stazionava davanti al libero. Un personaggio che mi ha sempre affascinato attraverso i racconti di mio padre, milanista sfegatato e legatissimo alla figura di “faccia d’angelo”, come veniva etichettato. Ma perché questo soprannome? Era un bellissimo ragazzo, elegante e raffinato. Ma quando andava in campo si trasformava in un guerriero, pronto a tutto per difendere i colori che indossava. La sua carriera è legata indissolubilmente al Milan, squadra nella quale ha militato dal 1966 al 1973 con 269 presenze e 8 reti. Nel Milan formò un reparto difensivo tra i più forti della storia rossonera insieme a giocatori quali Fabio Cudicini, Karl-Heinz Schnellinger, Angelo Anquilletti e Giovanni Trapattoni. Con i rossoneri vinse tutto: uno scudetto, tre Coppa Italia, due Coppa delle Coppe, una Coppa dei Campioni e una Coppa Intercontinentale. Colonna anche della nazionale azzurra con la quale raccolse 37 presenze tra il 1965 e il 1972, diventando campione d’Europa nel 1968 e vice campione del mondo nel 1970. Con la maglia azzurra vinse anche i Giochi del Mediterraneo nel 1968. Cominciò la carriera professionistica nel Torino, in granata dal 1960 al 1966 per poi trasferirsi al Milan dal 1966 al 1973. Chiusa la storia con il Diavolo andò al Genoa (1973-1977) e chiuse la carriera con gli ultimi due anni dal 1977 al 1979 ad Aosta. Terminata la carriera calcistica svolse la professione di assicuratore. Alto 1.76 cm, era solido come una roccia, fortissimo nel tackle e nell’anticipo di testa, implacabile nel francobollare lo sfortunato attaccante di turno mantenendo una feroce concentrazione per tutta la partita, smaliziato ma essenzialmente corretto, rapido negli spostamenti grazie al suo passo breve e potente quanto preciso nei rilanci. Deve il suo approdo al Milan a un icona: Nereo Rocco. Lo aveva allenato al Torino e se lo portò a Milanello per farne una colonna della conquista seconda Coppa dei Campioni nel 1968-1969.

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Tag:MilanRoberto RosatoStorie
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DaCristiano Mezzi
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Nato a Lecce il 16/09/1972, dove attualmente vive e lavora. Amante dello sport in generale, ex atleta di basket con un passato nel calcio. Scrittore con alle spalle esperienza da articolista sportivo, collabora con la redazione goalnews24.it dal 2023, con focus specifico sul calcio internazionale.
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