L’ attaccante canadese Jonathan David è sbarcato in estate nella galassia bianconera e ha colpito tutti per gentilezza, riservatezza e per la malinconia che lo accompagna sempre. In tanti lo rimproverano perché non ride mai. Lo chiamano addirittura “uomo di ghiaccio”. Non tutti lo sanno, ma dietro questo ragazzo si nasconde una ferita che non si rimarginerà mai. Una storia che stringe lo stomaco. Oggi vi raccontiamo il perché di questo atteggiamento. Nell’annata del 2019, proprio mentre stava esplodendo in Europa e stava realizzando il sogno di una vita, perse sua madre Rose, a soli 52 anni, divorata dal cancro. Lui aveva appena vent’anni, fu un dramma. Il momento più alto della sua carriera si è intrecciato con il dolore più atroce possibile.E la sua reazione è stata da brividi: niente scuse, zero vittimismo. Durante una intervista ha pronunciato una frase che andrebbe scolpita nella pietra: “Sono rimasto orfano a vent’anni. Più cresco e più capisco quante vite siano più difficili della mia”. Una lezione di umiltà abbastanza devastante, perché invece di guardare chi sta meglio, lui ha scelto di guardare chi soffre di più. Dopo la scomparsa di sua madre, la omaggiò segnando un gol e mostrando una rosa tra le mani. Un gesto semplice, potentissimo e un richiamo al suo nome. Alla sua presenza, che non se n’è mai andata. E oggi, ogni gol che segna in bianconero non è solo per la classifica e per la Juventus, non è solo per la sua carriera….È una dedica silenziosa, rivolta verso il cielo. Perché dietro quello sguardo serio non c’è freddezza, ma forza e rispetto. Soprattutto, c’è un amore che non finirà mai: quello per la mamma andata via troppo presto.