Questo ragazzo è tornato, ancora una volta, sulla bocca di tutti. Parliamo di Dele Alli, ex stella del Tottenham e l’anno scorso meteora al Como. E anche stavolta il calcio non c’entra nulla purtroppo. Oggi ha 29 anni ed è ancora senza squadra, nonostante un talento infinito. L’esperienza al Como è stata disastrosa. Quella all’Everton, persino peggiore. Di fatto, sono oramai tre anni che non gioca a calcio. E da sei anni non riesce più a incidere davvero, come solo lui sapeva fare con la sfera tra i piedi. E pensare che al Tottenham era considerato uno dei giocatori più forti al mondo. È come se la sua carriera si fosse fermata a 23 anni. Che peccato enorme. In passato aveva trovato il coraggio di raccontare la sua storia. Una storia durissima e per certi versi raccapricciante. A sei anni ha subito violenze, è stato molestato. A sette ha iniziato a fumare. A otto a spacciare droga. A undici anni si è ritrovato penzoloni da un ponte, con la testa in giù, a un passo dalla morte. A dodici anni è stato adottato. Durante il prestito al Beşiktaş Istanbul, circa tre anni fa, ha raccontato di aver iniziato a usare sonniferi e alcol per anestetizzare ciò che provava. Da lì, la scelta di entrare in una struttura di riabilitazione per curare la salute mentale, le dipendenze e soprattutto i traumi giovanili. Sembrava fosse riuscito a uscire da quel tunnel. E invece, nelle ultime settimane, la stampa inglese è tornata a parlarne in modo assolutamente negativo. Si racconta che abbia perso addirittura 150.000 sterline in poche notti di poker in un casinò di Londra. Un altro vizio. L’ennesimo colpo a una carriera già devastata e rovinata. Ma l’aspetto più triste è un altro. Sempre secondo i media inglesi, questo ragazzo ha smesso di parlare, di confidarsi e si è chiuso a riccio in sé stesso.Non sembra per niente felice. Tutti sono preoccupati per il suo stato di salute e della sua tenuta mentale. Perché, al di là del calciatore, qui c’è una vita che rischia di perdersi, stavolta per sempre. Il mondo del calcio tenderà una mano (ancora una volta si spera) ad un calciatore, valorizzando anche l’uomo?