Lorenzo Minotti è stato uno dei punti fermi del Parma di Nevio Scala e Calisto Tanzi. Ha indossato la maglia ducale dal 1987 al 1996 ed è stato vice campione del mondo con la nazionale azzurra di Arrigo Sacchi nel 1994. In una recente intervista, l’ex difensore centrale si è raccontato: “Ho iniziato in una piccola squadretta del mio paese, San Giorgio di Cesena, nella polisportiva San Giorgio. In quel periodo inoltre un mio zio si occupava del settore giovanile del Cervia e quindi mi sdoppiavo, giocando con lui al sabato, nei campionati della federazione e alla domenica in quelli amatoriali con la mia squadretta. Poi verso i 14 anni sono andato al Cesena (che tra l’altro aveva comprato mio fratello l’anno precedente) e lì ho fatto tutta la trafila dalle giovanili fino alla prima squadra. Ho avuto la fortuna di entrare in un settore giovanile d’avanguardia come Cesena, nel periodo successivo all’era Sacchi che aveva vinto lo Scudetto con la Primavera e aveva introdotto un certo tipo di organizzazione. Ad Arrigo Sacchi era subentrato Tiberi che secondo me è un altro mago del settore giovanile. E’ stato mister Sandro Tiberi a spostarmi dal centrocampo al ruolo di libero. In quel periodo ci allenavamo non solo con la squadra, ma il martedì e il venerdì con un preparatore atletico, sinonimo di un’ottima organizzazione. E io ho lavorato molto dal punto di vista fisico per irrobustirmi e sono stato attentamente seguito perché avevo una corsa abbastanza particolare. L’allenamento che ho svolto con la Primavera di Tiberi era paragonabile a quello delle squadre professionistiche”. La squadra Primavera del Cesena che nel 1985-86 batte la Lazio in finale e vince lo Scudetto è allenata da Paolo Ammoniaci. Questa la formazione-tipo: Fontana, Ercolani, Martini, Fagnocchi, Salvigni, Minotti, Vinceti, Mattioli, Giunchi, Ricci, Rizzitelli. In rosa anche Alessandro Bianchi, poi campione d’Italia con l’Inter dei record di Giovanni Trapattoni. Prosegue il racconto del libero: “Quando sono andato al Parma nell’autunno dell’ ’87 era stato appena esonerato Zeman. C’era Vitali che adottava il modulo a uomo e aveva chiesto un giocatore con le mie caratteristiche, un libero. Pur non essendoci espressamente il mio nome tra le richieste, prendono me e Vitali neanche mi conosceva. Dopo due settimane di lavoro, Vitali ha il coraggio di gettarmi nella mischia e da lì è iniziata un’avventura esaltante che difficilmente si poteva prevedere. Forse neanche il più matto dei giocatori poteva immaginare che ci saremmo trovati in 3-4 anni dalla zona bassa della classifica di serie B al vertice della serie A con Nevio Scala. Giocare con cinque difensori è un’agevolazione notevole nel senso che la copertura c’è sempre. I nostri sincronismi difensivi mi permettono poi di partecipare all’azione offensiva esprimendo le mie caratteristiche migliori., visto che sono un ex-centrocampista e mi piace iniziare il gioco e andarlo a finalizzare. Il primo anno con Scala non applicavamo la tattica dell’offside. Dal secondo anno è diventato un’arma importante, soprattutto in certi momenti per smorzare la forza d’urto dell’avversario. Io mi tengo costantemente informato sugli avversari, coi giornali o guardando partite in tv, mi piace sapere chi vado ad affrontare e amo le statistiche. Perché mi ritengo innamorato di questo sport e non ho difficoltà a vivere di calcio”. Nella stagione 1996-’97 va al Cagliari, partito quell’anno col freno mano a tirato: 4 punti nelle prime 6 giornate. Lui arriva col mercato autunnale e ne gioca 18, segnando due gol. La rimonta (33 punti in 28 gare con Carletto Mazzone in panchina) non basta. La retrocessione è sentenziata dallo spareggio. Lorenzo Minotti col Parma ha totalizzato 355 presenze e 35 gol (3° all time) e ha vinto: Coppa Italia, Coppa delle Coppe, Supercoppa Europea, Coppa Uefa.