A pochi giorni dal calcio d’inizio dei Mondiali 2026, gli Stati Uniti finiscono nuovamente al centro delle polemiche legate alle restrizioni d’ingresso nel Paese. Dopo le difficoltà che avevano già coinvolto alcuni membri della delegazione iraniana, questa volta a farne le spese è stato Omar Abdulkadir Artan, arbitro somalo selezionato dalla FIFA per dirigere incontri della Coppa del Mondo.
Secondo quanto riportato da Romain Molina, giornalista per The Guardian, The New York Times, BBC, CNN, Artan è stato fermato all’aeroporto internazionale di Miami dopo essere arrivato da Istanbul. Nonostante avesse ottenuto un visto diplomatico, al termine dell’ispezione l’arbitro è stato ritenuto inammissibile “a causa di problemi di verifica”.
Il direttore di gara ha raccontato in un’intervista al “New York Times” di non essere stato informato precisamente del motivo per cui gli è stato negato l’accesso nel Paese, spiegando di essere arrivato negli Usa convinto di avere tutto in ordine: “Avevo i documenti e tutto il resto in regola.”
Dopo essere stato interrogato e trasferito per ben 11 ore in una cella di detenzione, è stato imbarcato su un volo di ritorno verso Istanbul facendo ritorno in Mogadiscio. “Hanno distrutto il mio sogno di arbitrare in un Mondiale, credo che l’unica motivo per cui mi abbiano respinto è che ce l’hanno contro la Somalia”.
La vicenda ha assunto un significato ancora più rilevante se si considera che Artan sarebbe diventato il primo arbitro somalo della storia a dirigere una partita della fase finale di un Campionato del Mondo. Un traguardo costruito attraverso una rapida crescita internazionale che lo aveva portato, tra l’altro, a dirigere la finale di ritorno della CAF Champions League 2024-25 tra Pyramids FC e Mamelodi Sundowns e a ricevere il premio di miglior arbitro africano del 2025 assegnato dalla Confederation of African Football.
Non saranno Mondiali normali, non solo per la mancata partecipazione dell’Italia: il sogno globalista di Gianni Infantino si realizzerà forse sul campo con 48 squadre di tutte le latitudini e di tutti i ranking, ma l’avvicinamento alla prima partita di stasera tra Messico e Sudafrica, alle 21 italiane, non è stato dei migliori.
Controlli rigidissimi sono proseguiti anche negli stadi, oltre che in aeroporto. Vittima ne è stata anche la Nazionale dell’Uzbekistan, il cui commissario tecnico è Fabio Cannavaro. Proprio lo stesso Cannavaro, campione del mondo nel 2006 con l’Italia, calciatore amatissimo e conosciutissimo in tutto il mondo, oggi allenatore, è stato perquisito dopo esser sceso dall’autobus prima dell’amichevole a New York contro l’Olanda, poi persa 2-1. Prima con i metal detector, poi anche un cane antidroga ad annusare le borse di staff e calciatori.