Federico Marchetti ha chiuso la sua carriera dopo l’esperienza a Malta, ultimo capitolo di un’avventura sportiva che l’ha visto protagonista soprattutto tra Cagliari e Lazio. Il 42enne veneto si è raccontato in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, nella quale ha parlato anche di momenti molto difficili della sua vita.
“Depressione al Cagliari”
Marchetti ha vissuto la depressione ai tempi del Cagliari. L’ex portiere racconta: “Ero depresso, non ho vergogna nel dirlo. Avevo smarrito me stesso, non riuscivo nemmeno più a tuffarmi tra i pali. Stavo male, non ero nello stato mentale adatto per scendere in campo. Lo dissi al preparatore dei portieri. “Non me la sento”. Non fui capito. Giocavo a Cagliari e la società insabbiò tutto: venne solamente comunicato che ero infortunato. In realtà avrei avuto bisogno di sostegno, non di essere lasciato solo. La depressione è una malattia, va trattata con serietà.”
“Ho subito mobbing”
Marchetti dichiara di aver subito condotte di mobbing dalla società sarda: “Ho subìto un mobbing camuffato. Mi allenavo con la prima squadra, ma non venivo mai convocato. Tornavo dal Mondiale in Sudafrica, in cui ho fatto pure due presenze, e mi fu addossata la colpa di aver detto che mi sarebbe piaciuto giocare la Champions. Tutto qui. Da lì è iniziata una guerra senza fine. Pensi che in tribunale mi presentai con un vestito viola per far innervosire Cellino: aveva gli occhi sbarrati”.
“Blessin al Genoa, il peggior allenatore”
Racconta poi il suo passaggio al Genoa, dove il momento difficile continuò: “Dovevo andare a Napoli al posto di Meret. Invece vado al Genoa e non gioco mai. Una gestione ridicola da parte di personaggi rivedibili…Blessin? Quello che penso lo avete già letto su Instagram. È il peggior allenatore mai visto. Ci trattava di m… e ci umiliava in continuazione, anche singolarmente. Prendeva i giocatori e li insultava. Odiava gli italiani. Calafiori lo massacrava, gli diceva che era un “italian bastard”. Soffriva me, Criscito e Behrami. Infatti, non è un caso che Pandev scelse di accettare il Parma in Serie B pur di scappare. Le sembra normale che un ragazzo che ha vinto tutto in Italia e in Europa finisca a fare i tiri con i ragazzini a fine allenamento? Blessin lo umiliava in continuazione. Lui è andato via prima di mettergli le mani addosso”.
“Potevo andare in una big”
Dichiara di essere pentito di non aver sfruttato la possibilità di andare in una big: “Sì, mi è mancata una big. Nel 2010 mi volevano in tanti, sì. Durante il Mondiale ci fu una chiacchierata con la Samp, poi la Roma e il Milan. Allegri, con cui ho un ottimo rapporto, mi voleva portare con sé. Ma sa… il presidente rifiutava ogni offerta, per cui era difficile muoversi”.
“Ringrazio la Nazionale”
Infine, parla della sua parentesi in Azzurro: “Devo solo ringraziare Lippi, Prandelli e Conte per la fiducia. Certo, va detto che per molti ero sempre “quello del Cagliari”. Anche dopo il Mondiale la critica fu quella di giocare in una squadra minore. Fossi stato il portiere del Milan sarebbe stata un’altra storia”.