C’è chi, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, sceglie la panchina. Chi diventa opinionista. E poi c’è Max Tonetto, ex terzino della Roma negli anni d’oro tra il 2006 e il 2010, che ha deciso di imboccare una strada decisamente meno convenzionale: quella dell’imprenditoria nel settore del trasporto privato, passando — almeno per ora — anche dal volante di un’auto Uber.
La notizia ha iniziato a circolare nelle ultime settimane, diventando rapidamente virale sui social: alcuni utenti romani hanno raccontato di essersi ritrovati come autista proprio l’ex calciatore giallorosso. Un incontro inatteso, che ha trasformato una semplice corsa in città in un viaggio tra ricordi calcistici, Champions League e aneddoti di spogliatoio.
Ma dietro la curiosità e l’effetto sorpresa, c’è un progetto ben preciso. Tonetto, infatti, non ha intrapreso questa attività per necessità economiche, bensì come parte di un percorso imprenditoriale. L’obiettivo è costruire una propria realtà nel settore NCC (noleggio con conducente), un ambito in crescita nelle grandi città come Roma, dove la domanda di mobilità alternativa continua ad aumentare.
Per farlo, però, non basta investire capitale: servono esperienza diretta e requisiti specifici, tra cui un certo numero di ore di guida certificate. Ed è proprio qui che entra in gioco Uber. Tonetto ha scelto di mettersi personalmente al volante, accumulando corse e conoscendo da vicino il funzionamento del servizio, i bisogni dei clienti e le dinamiche del mercato.
Una scelta che racconta molto anche del suo approccio: concreto, pragmatico, lontano dagli stereotipi dell’ex calciatore che vive di rendita. Al contrario, Tonetto sembra voler costruire passo dopo passo la sua seconda carriera, partendo dalle basi.
Non è la prima volta che un ex sportivo sorprende con un cambio di vita radicale, ma il caso dell’ex romanista colpisce per la normalità del gesto: guidare per la città, affrontare il traffico, interagire con passeggeri di ogni tipo. Un’immagine lontana anni luce dagli stadi pieni e dalle luci dei riflettori, ma forse proprio per questo ancora più significativa.
E chissà che, salendo su un’auto a Roma, non capiti anche ad altri di sentire, dal sedile di guida, una voce familiare.