La Spagna fa il suo dovere, supera l’Uruguay per 1-0 e conquista il primo posto del girone, condannando la Celeste all’eliminazione dal Mondiale 2026.
La sintesi del match
Gli uomini di Luis de la Fuente prendono fin dall’inizio il controllo del possesso, costringendo gli avversari ad abbassarsi e a difendere con ordine. L’Uruguay prova a chiudere gli spazi e a ripartire, ma nella prima parte di gara fatica a rendersi realmente pericoloso, mentre la Roja cresce con il passare dei minuti grazie alle iniziative di Pedri e Lamine Yamal. Il match si sblocca al 42′: Llorente sfonda sulla destra e serve Baena, che conclude centralmente trovando però la clamorosa incertezza di Muslera, decisiva nel favorire l’1-0 spagnolo.
Nella ripresa la Spagna continua a gestire il ritmo senza forzare, lasciando il pallino del gioco ma concedendo pochissimo a un Uruguay incapace di costruire occasioni nitide. La migliore opportunità per chiudere definitivamente i conti arriva al 63′, quando Yamal inventa una splendida accelerazione e serve Dani Olmo, che da posizione ideale spreca il possibile raddoppio. Gli uruguaiani provano ad aumentare la pressione nel finale, ma Simon vive una serata sostanzialmente tranquilla, limitandosi ad amministrare i tentativi da fuori area. All’87’ Ferran Torres colpisce anche una traversa, sfiorando il 2-0, prima che nel recupero arrivi il rosso diretto ad Agustín Canobbio per un duro intervento su Cubarsí, ultimo episodio di una serata amara per la Celeste.
Anatomia di un fallimento
La sconfitta contro la Spagna rappresenta l’epilogo di un Mondiale da dimenticare per l’Uruguay, capace di raccogliere appena 2 punti nel girone dopo i pareggi contro Arabia Saudita e Capo Verde e il ko decisivo con la Roja.
Un fallimento che sarebbe stato preceduto da forti tensioni all’interno dello spogliatoio. Secondo la stampa uruguayana, nelle ore antecedenti alla sfida, alcuni senatori della squadra, guidati da Federico Valverde, avrebbero manifestato a Marcelo Bielsa il proprio malcontento per i metodi di allenamento, giudicati eccessivamente intensi e ritenuti tra le possibili cause dei numerosi problemi fisici accusati dal gruppo. I giocatori avrebbero inoltre suggerito un approccio più prudente contro la Spagna, con un blocco basso e ripartenze, trovando però la netta opposizione del commissario tecnico. Sempre secondo le ricostruzioni provenienti dall’Uruguay, Bielsa avrebbe risposto con un lungo confronto davanti all’intera rosa, accusando alcuni elementi di aver tentato in passato di metterne in discussione la posizione e ribadendo la volontà di affrontare la Spagna seguendo le proprie idee tattiche. Sul campo, la frattura è sembrata emergere anche attraverso la sostituzione di Valverde al 56′, con il centrocampista del Real Madrid e il tecnico che non si sono neppure incrociati con lo sguardo al momento del cambio.
Le dichiarazioni e la furia di Bielsa nel post-match
Ai microfoni delle emittenti, Bielsa è parso furioso. Dopo aver manifestato l’impazienza dovuta all’attesa dell’intervista (“forza procediamo con l’intevista una volta tutte”), Bielsa ha tracciato un bilancio durissimo della propria esperienza sulla panchina della Celeste: “Quello che lascio al calcio uruguaiano è niente. Il quarto posto nelle qualificazioni non ha avuto valore, il terzo posto in Copa America non ha avuto valore e questa prestazione non ha bisogno di essere definita”. Dichiarazioni che fotografano il clima pesantissimo attorno alla Nazionale uruguaiana e che rischiano di aprire scenari importanti sul futuro del tecnico argentino.