Il profilo del giovane esterno
Ruggeri è un giovane promettente cresciuto nel vivaio della Dea e lanciato da Gasperini sulla fascia sinistra, in assenza di Robin Gosens. Il classe 2002 è nato in provincia, a San Giovanni Bianco, ma ben presto è entrato nelle giovanili dell’Atalanta. Arrivando presto anche all’azzurro della Nazionale. Ha completato la trafila arrivando fino alla prima squadra in estate, dopo aver vinto il campionato Primavera. Da sempre gioca a sinistra, spesso nella difesa a quattro, ma in grado di giocare anche come quinto. Veloce, scattante, con il fisico e il piede per essere incisivo. Con una discreta personalità, visto l’esordio di fuoco: nove minuti contro il Liverpool sullo 0-5, poi quattro giorni dopo dal primo minuto in Serie A contro l’Inter. Con la maglia dell’Atalanta è stato protagonista nelle ultime tre stagioni, vincendo anche l’Europa League nel 2024.
Il trasferimento all’Atletico Madrid
La notizia era già nell’aria da parecchi giorni, ed è diventata anche ufficiale: Matteo Ruggeri saluta l’Atalanta e si trasferisce all’Atletico Madrid. Le cifre: 18 milioni di euro più 2 di bonus, con un contratto fino al 2030. Percepirà 2,3 millioni di euro a stagione, il triplo di quanto guadagnato nella squadra bergamasca (800 mila euro).
Il saluto alla Dea
Il classe 2002 ha salutato in conferenza la sua ex squadra: “Sono entrato a Zingonia da bambino spensierato e innamorato del pallone con il grande sogno di esordire e gioie con la mia gente al comunale. 14 anni dopo quel sogno è diventato realtà e averlo realizzato portando a Bergamo il primo grande trofeo della nostra storia, è qualcosa di incredibile e inimmaginabile. Se mi guardo indietro è stato davvero un viaggio indimenticabile“. E ancora: “Ringrazio chi ha reso possibile tutto ciò, la società Atalanta, la famiglia Percassi, tutte le persone che lavorano a Zingonia, Mister Gasperini che ha creduto in me ed infine tutti i miei compagni di squadra a cui auguro il meglio. Volevo dedicare un pensiero particolare mentre scrivo con emozione queste parole, a tutta la gente di Bergamo che ha gioito e sofferto con me per i colori nerazzurri, vi porterò sempre nel cuore e quel motto che per noi significa tutto ‘LA MAGLIA SUDATA SEMPRE‘ sarà per sempre il mio punto di riferimento“.