Il portiere Gianluigi Donnarumma, appena ufficializzato al Manchester City, ha parlato in conferenza stampa a due gioni dalla sfida di qualificazione al Mondiale 2026 contro l’Estonia.
Il sofferto addio al Psg
Apre spiegando il sofferto addio al Psg, club che ha rifiutato di rinnovargli il contratto relegandolo ai margini del progetto dopo aver preso Chevalier. “La verità è che negli ultimi giorni ho risentito della mia situazione, ma ho continuato ad allenarmi bene. Sinceramente non vedevo l’ora di andare al Man City, perché mi voleva fortemente, perché Guardiola mi voleva fortemente. Sono molto contento”.
Rapporto con Luis Enrique
Donnarumma su Luis Enrique: “Ha fatto le sue scelte da allenatore, come giusto che sia. Ho apprezzato perché è stato diretto con me. Quando mi ha detto che era finita? Me lo ha detto all’inizio del ritiro. Io mi sono allenato, ho fatto tutto bene e dal punto di vista fisico e mentale sono a posto”. Sull’esperienza vissuta a Parigi: “Quattro anni a Parigi, sono stato benissimo. Non li dimenticherò mai”.
Conosce bene Gattuso
Sul nuovo Ct dell’Italia Gennaro Gattuso: “Lo conosco già perché l’ho avuto come allenatore al Milan. So che persona è, so quanto può dare, sono contento di averlo ritrovato qui!”
Obiettivi con la Nazionale
Il portiere ex Milan dichiara sulla Nazionale: “Non penso neppure al fatto che potrei diventare l’unico giocatore dell’Italia a mancare 3 Mondiali di fila. Mi sveglio la mattina con tanti obiettivi nuovi. Il primo obiettivo è la Nazionale, abbiamo 2 partite importanti, bisogna lavorare bene e battagliare, bisogna dimostrare che siamo una squadra giovane e affamata”.
Sulla Serie A:
Sul campionato italiano:“Non credo che la Serie A abbia perso competitività. Sento dire che manca il talento, ma sono sciocchezze. Il talento c’è, abbiamo una Nazionale giovane ma che può crescere tanto insieme alla fiducia e alla consapevolezza“.
Su Spalletti
Infine, Donnarumma ricorda l’ec Ct Azzurro Luciano Spalletti: “Spalletti mi ha dato molto, lo sento spesso. Purtroppo qualcosa non ha funzionato, ma non sono solo demeriti del mister, è stata anche colpa nostra che scendiamo in campo. Il suo esonero è una decisione del presidente, e non ci entro dentro. Sono contento di aver stretto un rapporto con mister Spalletti: è un allenatore che ha dato tanto e può dare tanto al calcio. Sono contento di averlo incontrato nel corso della mia carriera“.