Un’Inter irriconoscibile cade pesantemente nell’andata dei playoff di Champions League, sconfitta per 3-1 da un Bodø/Glimt organizzato, cinico e decisamente più in palla dal punto di vista fisico. In uno stadio Aspmyra trasformato in una bolgia gialla, i nerazzurri non sono riusciti a imporre il proprio gioco, soffrendo le ripartenze fulminee dei padroni di casa e palesando lacune difensive insolite per la squadra di Inzaghi.
Primo Tempo
L’avvio è uno shock per i nerazzurri. Al 20′, il Bodø passa in vantaggio con Sondre Fet, bravo a sfruttare un’incertezza della retroguardia ospite. L’Inter però ha il merito di non sbandare subito e reagisce con orgoglio. Al 30′, il giovane Francesco Pio Esposito firma il pareggio, ribadendo in rete un pallone vagante e dando l’illusione che la serata possa rimettersi sui binari giusti. La prima frazione si chiude in equilibrio, con un’Inter contratta ma ancora pienamente in partita.
Secondo Tempo
Nella ripresa, però, il blackout è totale. Nel giro di tre minuti, tra il 61′ e il 64′, l’Inter perde la bussola. Prima è l’ex Milan Jens Petter Hauge a firmare il raddoppio con un’azione personale travolgente, poi è Kasper Waarst Høgh a calare il tris che mette al tappeto i nerazzurri. Nonostante i cambi e un forcing finale disordinato, il risultato non cambia più. L’Inter esce dal campo con le ossa rotte e la consapevolezza che, nella gara di ritorno a San Siro, servirà un’impresa per ribaltare il punteggio e staccare il pass per la fase successiva.