Ieri pomeriggio al termine della partita persa contro l’Atalanta è ricominciata la furente contestazione del tifo granata contro il presidente Urbano Cairo con cori e fischi. Nel cuore della notte sono stati addirittura affissi in luoghi strategici della città sabauda (Gran Madre, Palazzo Nuovo, sede universitaria delle facoltà umanistiche, corso Unità d’Italia e piazza CLN) striscioni eloquenti contro il massimo dirigente con l’invito a cedere la società. Contestazione triste e ingenerosa nei confronti di un uomo che ha praticamente salvato il Toro dal fallimento e da oltre 20 anni mantiene dignitosamente la squadra nella massima categoria. Stupisce la mancanza di intelligenza del tifoso medio, non capisce che il club non ha appeal e che non ci sono offerte. Fra l’altro parliamo di uno degli ultimi mecenati del calcio italiano, capace di mandare avanti la baracca da solo insieme ad altri personaggi come Claudio Lotito (Lazio), Saverio Sticchi Damiani (Lecce), Benito Stirpe (Frosinone) per fare qualche nome. Inoltre, questo clima di contestazione perenne non fa bene a nessuno: ambiente, allenatore, squadra e media. Occorre forse una maggiore compattezza e soprattutto un senso di gratitudine verso un uomo che ha fatto del Torino una ragione di vita e che è sempre accanto a giocatori e staff tecnico.
Torino, monta la contestazione contro Cairo: i dettagli
Nato a Lecce il 16/09/1972, dove attualmente vive e lavora.
Amante dello sport in generale, ex atleta di basket con un passato nel calcio.
Scrittore con alle spalle esperienza da articolista sportivo, collabora con la redazione goalnews24.it dal 2023, con focus specifico sul calcio internazionale.
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