La progettazione del nuovo stadio di Milano, affidata ai celebri architetti Norman Foster (dello studio Foster + Partners) e David Manica (di Manica), entra nel vivo con un focus chiaro sull’impatto umano e la rigenerazione urbana.
Secondo quanto riportato dall’agenzia ANSA, le prime interlocuzioni con i progettisti, voluti da Inter e Milan, hanno messo in luce l’intenzione di “lavorare per il benessere della comunità e dei cittadini”. L’obiettivo non è quindi solo creare un’arena sportiva all’avanguardia per 71.500 spettatori, ma inquadrare l’opera in un più ampio progetto di riqualificazione del quartiere di San Siro.
Il nuovo impianto, per il quale i due club hanno firmato l’accordo di progettazione, sarà l’elemento centrale di un masterplan di rigenerazione urbana da oltre 280mila metri quadrati, che escluderà la residenza privata per puntare su uffici, un hotel, negozi, ristoranti e un museo condiviso.
L’architetto Norman Foster ha commentato la sfida definendola “un progetto straordinario”, sottolineando il percorso intrapreso che lo vede collaborare nuovamente con David Manica, dopo l’esperienza congiunta per il rifacimento del Wembley Stadium di Londra.
L’avvio effettivo del concept design e del progetto preliminare, precisano i club, resta subordinato al completamento dell’acquisizione dell’area San Siro dal Comune di Milano, ma la direzione intrapresa indica la volontà di realizzare un’infrastruttura di eccellenza, attenta non solo all’innovazione e alla sostenibilità, ma anche al tessuto sociale.