Ormai Matteo Gabbia è un leader riconosciuto e incarna lo spirito dei colori rossoneri. Da questa stagione e con l’avvento di Ruben Amorim è stato anche promosso come vice capitano della squadra e nelle amichevoli, complici le ferie di Mike Maignan ha indossato la fascia che fu di Franco Baresi e Paolo Maldini. Una grande emozione per un ragazzo cresciuto nel vivaio e grande tifoso, prima ancora che giocatore e professionista. In una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, ha parlato della nuova stagione in arrivo toccando vari argomenti e temi. Riportiamo integralmente le parole del difensore centrale: “Adesso bisogna essere bravi a capire che il passato è passato e non si può più cambiare. Perciò guardiamo al futuro con voglia e con il desiderio di lasciarsi alle spalle ciò che è stato.
Ruben Amorim? Ci dobbiamo mettere a disposizione perché un allenatore nuovo ha le sue idee ed è giusto che noi calciatori facciamo il massimo per aiutarlo. Alcuni cambiamenti ci sono e alcune richieste sono diverse rispetto a quelle che eravamo stati abituati anche nelle ultime stagioni, non solo nella scorsa. Alla fine però dobbiamo cercare di vincere le partite perché siamo in un club che ha l’ambizione di fare sempre il massimo.
La seconda stella? Chiunque indossi questa maglia ha l’obbligo morale di fare il massimo ovvero affrontare ogni partita per cercare di vincerla.
L’Europa League non è assolutamente un ostacolo, ma un obiettivo concreto e reale. Avere una competizione in più, alla quale puntare, è positivo. Al Milan non si può scegliere, ma bisogna arrivare a maggio nelle condizioni di provare a vincere.
Cardinale è una persona molto ambiziosa e pretende anche da noi il massimo perché rispetto alle ultime stagioni vuole cambiare marcia.
Mario Gila? Un ottimo ragazzo e una bella sorpresa perché si è presentato a Milanello molto bene: porta felicità e positività all’interno del gruppo. In più è un bel calciatore che abbiamo sfidato tante volte in Serie A e del quale tutti conoscono il valore. Siamo contenti di averlo con noi”.