Questa estate Eusebio Di Francesco ha accettato di tornare a Lecce per la seconda volta, obiettivo: la quarta salvezza consecutiva della squadra giallorossa. Una sfida che ha affascinato il tecnico abruzzese reduce da due retrocessioni (sfortunate) con Frosinone e Venezia. Scelta pericolosa per il futuro professionale, un’altra retrocessione ne macchierebbe l’immagine. Dopo tre giornate il ruolino di marcia è di un pareggio a Genova e due sconfitte (quella in casa con il Milan e il k.o. di Bergamo con l’Atalanta). La classifica piange e la difesa ha incassato sei reti, ma piange anche l’attacco con l’unica rete realizzata da Konan N’Dri. Il prossimo impegno in casa contro il Cagliari è già uno scontro salvezza. Gli isolani hanno battuto il Parma domenica e sembrano attrezzati bene. In questa settimana di allenamenti lo staff tecnico dovrà riflettere con attenzione sui singoli e sul modulo tattico. Qualche giocatore ancora non appare rodato e il 4-3-3 non sembra l’abito adatto alle difficoltà della retroguardia. Contro l’ex Nikola Krstovic hanno deluso Kamil Siebert, Owen Kouassi, l’intera mediana e gli esterni offensivi Riccardo Sottil e Tete Morente. In questo momento Danilo Veiga e Tiago Gabriel sono certezze, mentre in mezzo al campo non si potrebbe fare a meno di Medon Berisha, il centrocampista albanese è l’unico dotato di senso del gioco e geometrie. Soprattutto risulta difficile immaginare ancora fuori l’ivoriano Konan N’Dri, uno dei pochi in grado di saltare l’uomo e puntare la porta con decisione. L’ariete serbo Nikola Stulic ha fatto una grande partita ed è stato forse l’unico all’altezza della situazione, ma è apparso troppo solo perché gli esterni erano sempre bloccati e i centrocampisti non si inserivano a liberargli spazi. Insomma, materiale di riflessione in abbondanza per il tecnico del team salentino.