La Juventus ha pagato caro il prezzo del biglietto nella scontro diretto che ha visto contrapposti due ex allenatori che hanno rappresentato tanto per i rispettivi club. Da una parte Antonio Conte, artefice della rinascita della Juventus da cui sono seguiti 9 scudetti nel periodo dal 2012 al 2020, di cui 3 portano la sua firma; dall’altra Luciano Spalletti che ha riportato il titolo a Napoli dopo 33 anni dall’ultima volta. Insomma, due profili fuori dal comune che da soli potrebbero rubare la scena. Ma veniamo al campo, il Napoli ha dimostrato maggiore condizione atletica, consapevolezza e idee chiare: un cimelio delle squadre di Conte che riescono quasi sempre ad imporre il proprio gioco con un’identità chiara. La Juve è invece parsa una brutta copia dei partenopei, molto passiva nel primo tempo, lenta nella circolazione della palla e anche imprecisa nei passaggi.
Lo stesso Spalletti aveva caricato la sfida di una grande importanza: per la Juve poteva essere crocevia della stagione. Cosa salvare dopo la batosta? Innanzitutto da Yildiz che, seppur in penombra, ha trovato il gol del momentaneo pareggio. L’attaccante è stato schierato in una posizione inedita nel primo tempo ed ha fatto fatica a ricevere palloni giocabili; nel secondo tempo ha però segnato il suo terzo gol nelle ultime tre partite, indice che pian piano sta migliorando anche lo scoring, nel contesto di una squadra che, al momento attuale, è priva di bomber (nessun giocatore figura nelle prime 10 posizioni della classifica marcatori).
Un altro aspetto da non sottovalutare è la capacità di rimanere in partita, la squadra non si è disgregata e, paradossalmente, se il tiro di Zhegrova nel recupero avesse gonfiato la rete oggi non analizzeremmo una disfatta ma di una prova di forza contro i campioni in carica.
Bigogna infine ripartire dal fatto che i bianconeri sono ancora in corsa per le tre competizioni, c’è dunque ancora tempo per migliorare e collaudare, in un campionato che non va poi così veloce. Basti pensare che lo scorso anno le prime 5 squadre, alla quattordicesima giornata, avevano almeno 28 punti. Quest’anno tale punteggio è raggiunto solo dalle prime 3.