L’ex attaccante della Juve Fabrizio Ravanelli, in un’intervista a “Tuttosport”, ha analizzato il momento della squadra di Luciano Spalletti soffermandosi anche su Nick Woltemade.
“6-7 giocatori da Scudetto”
Ravanelli parte da una considerazione positiva sulla rosa attuale: secondo l’ex centravanti bianconero, la Juventus avrebbe già diversi elementi pronti per competere per il titolo.
“I tre dietro sono forti, poi con Yildiz, Alajbegovic, Kolo Muani e magari un altro attaccante, la Juve si sta ricostruendo. Secondo me la Juve ha già 6-7 giocatori già pronti per vincere lo Scudetto”.
L’ex attaccante ha inoltre sottolineato come, a suo giudizio, il ritorno alla vittoria in campionato non sia necessariamente immediato: la sua previsione è quella di una Juventus in grado di tornare a vincere lo Scudetto nell’arco di due o tre anni.
Woltemade, il dubbio di Ravanelli
Il giudizio cambia quando si parla di Nick Woltemade: il tedesco, arrivato alla Juventus dopo l’esperienza al Newcastle, è considerato da Ravanelli un giocatore interessante ma non il profilo offensivo ideale per colmare il divario con le squadre di vertice.
“Non è una prima punta”,
ha spiegato l’ex centravanti, evidenziando come il tedesco tenda maggiormente a venire incontro e a giocare lontano dall’area. Secondo Ravanelli, alla Juventus servirebbe invece un attaccante capace di attaccare il primo palo, dominare il gioco aereo e trasformare in gol i cross provenienti dalle fasce. L’ex Juventus ha indicato Victor Osimhen come esempio del tipo di centravanti che avrebbe voluto vedere a Torino.
La fiducia in Spalletti e Kolo Muani
Nel giudizio di Ravanelli, però, non manca la fiducia nel lavoro di Luciano Spalletti: l’ex bomber, infatti, ha apprezzato la reazione della squadra nella vittoria contro l’Atalanta e ha sottolineato la crescita di Kolo Muani.
Per Ravanelli, il francese può diventare una pedina importante soprattutto quando ha campo davanti e può sfruttare la propria velocità. L’ex attaccante ha inoltre evidenziato la necessità per la Juventus di valorizzare maggiormente il gioco sulle fasce, prendendo come riferimento le grandi squadre europee che utilizzano esterni capaci di creare superiorità numerica.