L’attesa per la finale playoff di Zenica si carica di una tensione supplementare per Gennaro Gattuso. Mentre la Bosnia affila le armi tra le mura amiche del Bilino Polje, il quartier generale azzurro è diventato una sorta di infermeria a cielo aperto. Le condizioni di Alessandro Bastoni e Matteo Politano tengono il Paese col fiato sospeso: due pedine fondamentali dello scacchiere tattico nazionale che rischiano di saltare l’appuntamento più importante dell’ultimo quadriennio.
Il fastidio muscolare di Bastoni e il rebus difesa
Il problema più spinoso riguarda la colonna portante della retroguardia. Alessandro Bastoni ha accusato un risentimento ai flessori che lo ha costretto a lavorare a scartamento ridotto nelle ultime sessioni. Per Gattuso, perdere il centrale dell’Inter significherebbe rinunciare non solo a un marcatore d’élite, ma anche alla prima fonte di gioco della Nazionale. Lo staff medico sta provando a recuperarlo in extremis, ma la sensazione è che non si correranno rischi inutili: se il dolore non dovesse sparire nelle prossime 24 ore, è pronto Buongiorno per comporre la diga centrale insieme a Mancini. La fisicità della Bosnia richiede difensori al 100% della condizione, e un Bastoni a mezzo servizio potrebbe essere un azzardo troppo grande.
Politano e il trauma contusivo: ali tarpate per gli Azzurri?
Anche sul fronte offensivo le notizie non sono delle migliori. Matteo Politano è uscito malconcio dall’ultimo allenamento a causa di un forte trauma contusivo alla caviglia destra. L’esterno del Napoli, fondamentale per spaccare le partite con i suoi rientri sul sinistro, zoppicava vistosamente all’uscita dal campo. Le terapie d’urto sono già iniziate, ma il gonfiore fatica a riassorbirsi.
L’inferno di Zenica e la gestione delle energie
Giocare a Zenica non è mai semplice, e farlo con due titolari in dubbio rende l’impresa ancora più ardua. Il clima ostile del Bilino Polje richiederà undici “gladiatori” pronti alla battaglia fisica. Gattuso sta preparando anche il piano B, conscio che in una finale secca la tenuta nervosa conta quanto quella atletica. Il CT scioglierà le riserve solo all’ultimo provino sul campo, ma la strategia comunicativa è chiara: compattezza assoluta, indipendentemente da chi scenderà in campo. La Bosnia di Dzeko non aspetta, e l’Italia deve dimostrare di saper sopperire alle assenze con la forza del gruppo.