L’Inter ieri sera ha incassato la terza sconfitta in otto giornate di campionato, il sogno del sorpasso ai cugini rossoneri è svanito sotto i colpi di Antonio Conte e degli azzurri desiderosi di riscattare la brutta sconfitta di Eindhoven. Il vantaggio campano è scaturito da un rigore (magistralmente battuto da Kevin De Bruyne) che farà discutere per le modalità con le quali è stato assegnato. Tanto è vero che il presidente Giuseppe Marotta ha sentito l’urgenza di andare a protestare davanti alle telecamere, parlando di gara indirizzata da quell’episodio. Dimentica però il massimo dirigente un paio di cose: due scontri diretti (Juventus e Napoli), due perse e la sconfitta casalinga contro l’Udinese. E probabilmente dimentica anche qualche svista arbitrale a favore nell’ultimo campionato, il tutto senza polemica: mero dovere di cronaca. A noi sembra che si voglia quasi strumentalizzare il rigore contro per coprire altro, ad esempio le magagne difensive. I nerazzurri hanno incassato quattro reti dalla Juventus, tre dal Napoli e in generale hanno già subito undici reti. Vero che hanno il miglior attacco del campionato con diciannove segnature, ma…cinque al Torino, due a Cagliari e Sassuolo, quattro alla Cremonese. Non è un caso che Cristian Chivu dopo la partita ha evitato di fare polemiche sull’arbitraggio, sa bene che le problematiche sono altre e probabilmente sa che anche in Europa i test non sono stati probanti: Ajax Amsterdam, Slavia Praga, Union St. Gilloise…non propriamente la crema del calcio europeo. Il tecnico rumeno sa che la vecchia guardia è stanca, sa che vari Francesco Acerbi, Matteo Darmian, Stefan De Vrij, Yann Sommer, Henrik Mkhytarian hanno dato il meglio e a questi aggiungiamo anche Hakan Calhanoglu. Infonde fiducia, ma conosce benissimo i limiti di una squadra che, non per caso è arrivata in fondo a quattro competizioni senza sollevare nessun trofeo. E predica calma e umiltà, non parla di scudetto o Champions League: lavora a testa bassa, mantiene il profilo basso e prepara il futuro con i vari giovani in rosa. Ci saranno altri crash test, scopriremo la verità sul valore dell’attuale rosa interista e vedremo se il certosino lavoro dell’ex Parma avrà portato davvero una ventata nuova. O se era solo un calesse.
Inter, troppi peana fanno male?
Nato a Lecce il 16/09/1972, dove attualmente vive e lavora.
Amante dello sport in generale, ex atleta di basket con un passato nel calcio.
Scrittore con alle spalle esperienza da articolista sportivo, collabora con la redazione goalnews24.it dal 2023, con focus specifico sul calcio internazionale.
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