L’amore per Napoli non si è mai spento. Lorenzo Insigne, oggi nelle fila del Pescara, lo racconta con sincerità e anche con un filo di emozione nell’intervista concessa alla La Gazzetta dello Sport.
“A Napoli sarei tornato a piedi… è sempre stato il mio sogno chiudere la carriera lì. Prima di venire al Pescara mi hanno contattato dal Napoli… non ci dormivo la notte all’idea. Mi ero proposto a 1.500 euro al mese di stipendio…”
Un desiderio forte, quasi viscerale, che però non si è concretizzato:
“Il Napoli ha fatto altre scelte e ho accettato poi il Pescara, la mia seconda casa”.
Il peso della maglia e i rimpianti
Nel ripercorrere la sua esperienza da capitano, Insigne si lascia andare a una riflessione profonda:
“Quella del Napoli è una maglia che pesa… A Napoli non mi hanno mai capito, sono una persona che inizialmente prende le distanze. Sono passato sempre come una persona un po’ presuntuosa”.
Poi l’ammissione più sentita:
“Mi dispiace non essermi espresso abbastanza perché io amo veramente la maglia del Napoli”.
E quando parla del recente contatto con il club, l’emozione prende il sopravvento:
“Quando mi hanno richiamato ho pianto, perché amo troppo la maglia del Napoli”.
Il messaggio ai tifosi
Insigne non dimentica il rapporto con la sua gente:
“I tifosi sanno che persona sono. Se a volte non mi sono espresso al massimo è perché ci tenevo troppo a fare bene. Vorrei che sappiano che ci tengo veramente al Napoli”.
Gli scudetti e il rimpianto nella stagione con Sarri
Guardando ai successi recenti del club nel triennio successivo alla sua partenza, l’attaccante non nasconde la sua felicità:
“Non posso che gioire perché sono tifoso del Napoli”.
Ma resta un rimpianto:
“L’unico è non averlo vinto quando totalizzammo 91 punti”, riferendosi alla stagione 2017-2018 sotto la guida di Maurizio Sarri.”
L’addio e l’esperienza lontano da casa
Sulla separazione del 2022, Insigne chiarisce:
“È stata una separazione voluta da entrambi. Le energie mentali dopo 12 anni svaniscono… certo non pensavo di finire così lontano, a Toronto”.
I compagni e gli allenatori
Tra i compagni più importanti della sua carriera, Insigne non ha dubbi:
“Marek Hamsik, Kalidou Koulibaly e Dries Mertens li porterei ovunque”.
Senza dimenticare Callejón e gli altri compagni di un ciclo indimenticabile.
Un pensiero speciale anche per Gonzalo Higuaín:
“Higuain aveva qualità da trequartista”.
Infine, sugli allenatori:
“Ricordo Sarri e Gennaro Gattuso, sempre apprezzato perché schietto e diretto”.
Tra nostalgia, rimpianti e amore mai sopito, il legame tra Insigne e Napoli resta indissolubile. Anche lontano, il cuore dell’ex capitano continua a battere azzurro.