Prosegue incessantemente l’’inchiesta sul sistema arbitrale italiano e sull’utilizzo del VAR. Nella giornata odierna è stato ascoltato in Procura Andrea Gervasoni, ex direttore di gara e in seguito supervisore del Video Assistant Referee, convocato come persona informata sui fatti.
All’uscita dagli uffici giudiziari, Gervasoni ha mantenuto un profilo prudente ma collaborativo: “Risponderò, qui solo per un episodio”, ha dichiarato ai cronisti, lasciando intendere che il suo coinvolgimento nell’indagine sia limitato a un caso specifico e non a un quadro più ampio.
L’episodio incriminato
Il suo coinvolgimento nell’inchiesta riguarderebbe un singolo episodio: la partita Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025, in particolare la gestione di un calcio di rigore inizialmente concesso e poi revocato dopo revisione al monitor.
Un’audizione chiave
La Procura sta cercando di fare luce su presunte anomalie nella gestione di alcune partite e, in particolare, sull’utilizzo del VAR, strumento introdotto per ridurre gli errori arbitrali ma finito sotto osservazione per possibili criticità operative. In questo contesto, la figura di un ex supervisore assume un ruolo centrale: chi ha ricoperto tale incarico può fornire dettagli sulle procedure interne, sui protocolli e sulle comunicazioni tra sala VAR e campo.
Secondo quanto emerge, Gervasoni non risulterebbe indagato, ma la sua testimonianza viene considerata utile per ricostruire i fatti e comprendere eventuali responsabilità.
Il contesto dell’indagine
L’inchiesta si inserisce in un filone più ampio che riguarda il sistema arbitrale italiano. Gli investigatori stanno verificando:
- eventuali pressioni o interferenze nelle decisioni arbitrali,
- la corretta applicazione del protocollo VAR,
- possibili discrepanze tra quanto avvenuto in campo e le valutazioni tecniche successive.
Al momento, tuttavia, non sono stati resi noti dettagli ufficiali sugli episodi specifici oggetto di approfondimento.
Attesa per gli sviluppi
Le prossime settimane saranno decisive per chiarire il quadro. Altri testimoni potrebbero essere convocati e non si escludono ulteriori sviluppi investigativi. L’obiettivo della Procura resta quello di accertare se si sia trattato di semplici errori tecnici o se vi siano elementi più gravi dietro le decisioni finite sotto esame.
Nel frattempo, il mondo del calcio osserva con attenzione, in attesa di capire se l’indagine porterà a conseguenze concrete o si concluderà senza rilievi penali.